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Allenatrice di ginnastica artistica sospesa per 45 giorni dalla Federazione: insulti alle giovani atlete


Sentenza del Tribunale federale nei confronti di una insegnante della società Arcobaleno. La testimonianza delle bambine e delle mamme. I giudici: "Seppure la ginnastica richiede impegno e disciplina l'atteggiamento di un tecnico non può prescindere dalla giovanissima età degli atleti"


Nadia Tarantino


Rimproveri decisi, maniere brusche, metodi severi. Troppo per le piccole allieve del corso di ginnastica. Troppo al punto che l’allenatrice di ginnastica artistica, in forza alla società pratese Arcobaleno, è finita davanti al tribunale federale della Fgi (Federazione ginnastica d’Italia) con l’accusa di aver “adoperato comportamenti non consentiti in sede di allenamento delle ginnaste a lei affidate, delle quali molte minorenni”.
Il procedimento si è chiuso con una sentenza di condanna: 45 giorni di sospensione da qualsiasi attività sociale e federale.
Secondo i testimoni, ritenuti attendibili prima dal procuratore federale e poi dal tribunale, i modi dell’allenatrice erano sopra le righe. Parolacce, richiami a voce molto alta, frasi inappropriate e interventi violenti per correggere le posture. Diversi gli episodi ricostruiti dopo le denunce e le segnalazioni dei genitori: “Fai schifo, siete un gruppo di stronze, mi fate perdere tempo”, alcune delle frasi più ricorrenti rivolte alle giovani ginnaste. Ma anche interventi violenti per correggere le posture, esercizi particolarmente pesanti da far piangere le bambine, forte rigidità durante gli allenamenti e urla costanti. Le mamme hanno raccontato di essere intervenute per sottolineare le loro perplessità ma che la risposta dell’allenatrice era sempre la stessa: “Non sono severa ma giusta e alla mia età non ho intenzione di cambiare”.
Nella sentenza si legge che “pur nella consapevolezza che lo sport della ginnastica richiede grande impegno e disciplina, nell’atteggiamento da assumere un tecnico non può prescindere dalla giovanissima età degli atleti. Il comportamento del tecnico deve necessariamente adattarsi al livello di maturità del ginnasta, non potendosi applicare il grado di severità ed il linguaggio riferito dai testimoni nei confronti di bambine di 10 anni o poco più, affidate dai genitori alla cura del tecnico”.
Per una seconda accusa – aver provocato lesioni ai danni di un’atleta – la donna è invece stata assolta “perché non è stata raggiunta la prova del fatto”.

Edizioni locali: Prato

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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