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Alla Lazzerini una mostra su Curzio Malaparte realizzata grazie al contributo dei pratesi


L'iniziativa è stata l’occasione per rintracciare immagini storiche e documenti originali provenienti dai tanti archivi presenti in città, ma anche incontrare gli eredi. L'inaugurazione ijn programma domani


Samuela Pagliara


Una mostra inedita sullo scrittore pratese Curzio Malaparte realizzata grazie al contributo dei suoi concittadini, attraverso immagini storiche e documenti originali provenienti dai tanti archivi presenti in città. E’ l’idea di Chiara Mannocci e Diletta Pizzicori dell’associazione “Curzio Malaparte, pratese nel mondo” che verrà inaugurata domani 11 luglio alle 18 nella galleria espositiva della Lazzerini in una mostra dal titolo “In alto, a Spazzavento. Il riposo di Curzio Malaparte”. Obiettivo della vera e propria call alla città quello di recuperare e raccogliere tutto il materiale storico presente, ricordi e frammenti di quel 19 luglio del 1961 giorno nel quale venne seppellito con tutti gli onori nel Mausoleo sul Monte Le Coste, detto Spazzavento. Dall’arrivo in città la salma era stata custodita nel Cimitero di Chiesanuova, all’interno della Cappella Nocchi, finché il sindaco Roberto Giovannini era riuscito a realizzare il sogno che lo scrittore aveva espresso più volte sul letto di morte e precedentemente in Maledetti Toscani: “avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per poter sollevare il capo ogni tanto e sputare nella gora fredda del tramontano” (cit). La tumulazione di Malaparte fu un evento partecipatissimo dalla città documentato dai molti fotografi e giornalisti presenti, dai pochi che possedevano una macchina fotografica o dai semplici cittadini che ne conservarono memoria . La mostra è stata quindi l’occasione per rintracciare i negativi di alcuni degli studi fotografici presenti all’epoca, ma anche incontrare gli eredi di coloro che a Spazzavento erano fieri di esserci saliti, che si erano fatti immortalare elegantemente vestiti sulla cima di un monte in una calda giornata estiva. Il monumento, progettato dallo scultore e architetto pratese Italo Gamberini, è una struttura in pietra sobria e priva di orpelli che si fonde con il paesaggio, più simile a un testimone silenzioso che a una tomba celebrativa. Le ultime volontà dello scrittore erano state infatti una sepoltura laica, essenziale e immersa nella natura, in un “mausoleo come me”. Visto il luogo impervio era stata aperta una strada tra la vegetazione in modo che la jeep potesse raggiungere la vetta e così le centinaia di persone. In mostra circa quaranta immagini provenienti dagli archivi di privati cittadini, ma anche dal Fondo Fiondi, donato da Fiorenzo Fiondi, uno dei primi sindaci del Comune di Vaiano e conservato alla Fondazione CDSE, dalla Pubblica Assistenza di Prato e dal Fondo Ranfagni, conservato all’Archivio Fotografico Toscano del Comune di Prato. L’allestimento è a cura di Giulia Biagioli. La mostra resterà visitabile fino al 23 agosto durante gli orari di apertura della biblioteca.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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