Prima nazionale al teatro Metastasio di Prato per “Mirra”, testo con la regia di Giovanni Ortoleva, che riprende l’ultima delle tragedie di Alfieri pubblicata in vita (nel 1786) e messa in scena l’ultima volta nel 1987 da Luca Ronconi a Torino. Lo spettacolo, da domani 10 al 15 febbraio, vede in scena Marco Cacciola, Monica Demuru, Marco Divsic, Mariangela Granelli, Lorena Nacchia per raccontare la storia della principessa Mirra, figlia dei regnanti di Cipro, condannata da Venere a scontare la pena di innamorarsi del proprio padre, il Re Ciniro, e custode in segreto di questa sua passione terribile fino al giorno prefissato per le sue nozze con il principe dell’Epiro Pereo, ovvero fino al momento in cui scoppia la tragedia.



La regia di Ortoleva si misura con questo testo, si spiega in una nota, affrontando la ricchezza della lingua alfieriana senza alterarlo: in questa tragedia, difatti, Alfieri compie uno scarto netto rispetto a tutta la sua produzione, non mettendo al centro della storia un personaggio titanico e la sua lotta eroica contro la società che lo circonda, ma il conflitto interiore di una ragazza adolescente. “È difficile trovare nella drammaturgia italiana una trama più perturbante di questa – afferma il regista Ortoleva -. L’incesto, l’unico vero tabù rimasto alla società contemporanea, urla sotto la fitta maglia degli endecasillabi alfieriani; è un demone che non può essere chiamato per nome. Il corpo dell’adolescente Mirra è la porta attraverso la quale la tragedia entra in una casa borghese: il segreto che contiene è una bomba posta al centro della famiglia tradizionale”.
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