Coraggio, amicizia, fiducia, ma anche bambini che osano sfidare l’autorità per provare a cambiare le cose. Sabato 22 febbraio, al teatro Metastasio di Prato alle 17, andrà in scena lo spettacolo “La ragazza dei lupi” un esempio di teatro gioco vita ispirato all’omonimo romanzo di Katherine Rundell, vincitrice nel 2017 del Premio Hans Christian Andersen. In scena, un’attrice e un attore ci conducono in una Russia dall’atmosfera incantata dove, tra boschi innevati e lande ghiacciate, Feo – una bambina di 11 anni – e sua madre raccolgono e curano i lupi abbandonati, rieducandoli al coraggio, alla caccia e alla lotta. Questa è la loro vita, finché un giorno l’equilibrio si spezza e tutto il mondo di Feo sembra crollare. Non le resta che fuggire, ma per fortuna non è sola, con lei ci sono i suoi lupi: Bianca, Nero e Grigia, i tre animali che la bambina ha salvato e rieducato alla vita selvaggia. A comporre il gruppo si aggiunge Ilya, poco più di un ragazzino, che non esita a gettare la divisa militare per mettersi al loro fianco. Inizia così un lungo viaggio che ha il sapore di una sfida e che – grazie alla magia del teatro d’ombre- permette di spaziare tra boschi fitti di abeti e paesaggi innevati, sferzati dalla tormenta. A ricoprire il ruolo di protagonista è la natura, che ospita i giovani nel corso del loro viaggio, tra ruderi di pietre e misteriosi varchi aperti tra i roveti. La natura ispida e selvaggia del regno animale, incarnata dai tre lupi che accompagnano Feo e Ilya. E infine la natura come scoperta di sé, come incontro con la propria parte più intima e profonda.
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