Un armadietto pieno di quaderni, penne e colori per chi ne ha bisogno. Si chiama “Armadietto sospeso» il nuovo progetto di Stremao, nato per portare nelle scuole di Prato lo stesso modello di solidarietà già sperimentato con l’armadietto solidale dell’ospedale. La prima sperimentazione è già partita in un istituto cittadino che comprende scuola primaria e secondaria di primo grado. All’interno del plesso è stato collocato uno spazio dedicato al materiale scolastico, gestito dall’associazione in collaborazione con la scuola, dove gli studenti possono trovare ciò che serve per affrontare le attività quotidiane: quaderni, penne, matite, colori, temperini, diari e anche cartelle. “L’idea è molto semplice: fare in modo che la difficoltà economica di una famiglia non si trasformi in una difficoltà per un bambino che va a scuola – spiega Mauro De Angelis, vicepresidente di Stremao – Abbiamo visto quanto ha funzionato l’armadietto solidale in ospedale e abbiamo pensato di portare lo stesso principio anche tra i banchi. Il materiale viene messo a disposizione in modo discreto, senza creare differenze o situazioni di imbarazzo”. Il progetto nasce infatti dall’esperienza dell’associazione all’Ospedale di Prato, dove l’armadietto solidale garantisce pigiami, ciabatte e calzini alle persone che arrivano in emergenza senza effetti personali. Un intervento nato per rispondere a una necessità immediata e che ora trova una nuova applicazione nel mondo della scuola.
“Un quaderno o una penna possono sembrare cose semplici, ma per una famiglia che attraversa un momento difficile anche la spesa per il materiale scolastico può diventare un problema – aggiunge De Angelis. L’obiettivo è intervenire prima che quella difficoltà ricada sui bambini e permettere loro di vivere la scuola come tutti gli altri”.
Per mantenere rifornito l’Armadietto Sospeso, Stremao si rivolge ora ai cittadini. Chi vuole contribuire può donare materiale scolastico nuovo oppure contattare direttamente l’associazione al 335 8442706. Dopo questa prima sperimentazione, l’intenzione è estendere il progetto ad altri istituti del territorio, sempre attraverso la collaborazione con le scuole. Un armadietto, dunque, come punto di raccolta e di distribuzione, ma soprattutto come risposta concreta a un bisogno che può emergere anche tra i banchi.
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