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A Montemurlo tornano i “Caffè Alzheimer”: incontri mensili per malati e familiari


Da marzo a dicembre uno spazio di confronto e sostegno per affrontare la malattia e contrastare l’isolamento sociale


Alessandra Agrati


L’isolamento sociale è una delle conseguenze più pesanti per le persone affette da Alzheimer e per le loro famiglie. La malattia comporta infatti un progressivo cambiamento nelle relazioni e nella vita quotidiana, che richiede ai familiari – spesso al coniuge – un continuo e complesso adattamento alle trasformazioni della persona malata. Per offrire informazioni, supporto e un’occasione di incontro, a Montemurlo tornano i Caffè Alzheimer, che avranno una cadenza mensile, da marzo a dicembre. L’iniziativa vuole diventare un punto di riferimento stabile sul territorio per le persone con demenza e per chi se ne prende cura, offrendo uno spazio di ascolto e confronto soprattutto a chi si trova ad affrontare le prime fasi della malattia.
«Siamo davvero comunità quando riusciamo a stare insieme e dare un sostegno a chi soffre – sottolinea il sindaco Simone Calamai –. Con piacere abbiamo messo a disposizione i nostri spazi per offrire un’occasione preziosa di sfogo e confronto a chi sta affrontando la malattia».
Il progetto nasce da alcune esperienze sperimentali avviate durante il periodo della pandemia e oggi assume una forma più strutturata. «Adesso mettiamo a sistema questa esperienza con un percorso più ampio e incontri mensili, per offrire un riferimento costante ai malati e ai loro familiari», aggiunge l’assessore alle politiche sociali Alberto Fanti.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Montemurlo insieme all’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (Aima) ed è realizzata dal Consorzio Astir, capofila del progetto, in collaborazione con il Consorzio Il Borro, che da tempo si occupa di supporto psicologico e formazione per l’assistenza alle persone con Alzheimer.
«Il Caffè Alzheimer non è un’attività sanitaria – spiega Barbara Becherucci, presidente di Aima – ma uno spazio di incontro e socializzazione per malati e caregiver. In assenza di una cura risolutiva, la malattia rischia di diventare una condizione di isolamento per le famiglie. Per questo il Caffè vuole offrire soprattutto un sostegno sociale e relazionale».
Gli incontri sono pensati come un luogo informale ma organizzato, dove poter condividere esperienze, ricevere informazioni e mantenere vive le capacità relazionali della persona malata. Un contesto protetto, lontano dalle logiche strettamente assistenziali, che permette di valorizzare le risorse ancora presenti nella persona e di sostenere chi la accompagna nel percorso della malattia.
«L’Alzheimer può mettere a dura prova gli equilibri delle coppie e delle famiglie – spiega Daniele Scorza della cooperativa Il Borro –. Spesso i familiari temono le reazioni del malato nei contesti sociali e finiscono per isolarsi. Il Caffè Alzheimer vuole essere uno spazio dove affrontare anche lo stigma che accompagna la malattia e dove i caregiver possano trovare momenti di serenità e condivisione».Durante gli incontri vengono proposte attività semplici e momenti di socializzazione che coinvolgono insieme malati e familiari. «Sono occasioni per stare insieme, giocare, svolgere attività e mantenere viva la relazione – conclude Scorza – perché accanto alle terapie farmacologiche è fondamentale preservare gli spazi di relazione».
Calendario – Gli incontri si terranno il terzo giovedì di ogni mese, dalle ore 15:30 alle 17:30, secondo il seguente calendario: ilc19 marzo, il 16 aprile, il 21 maggio, il 18 giugno, il 16 luglio, il 17 settembre, il 15 ottobre, il 19 novembre e il 17 dicembre.
Destinatari e Staff– Il progetto si rivolge a persone over 60/65 con primi accenni di Alzheimer o altre forme di demenza, ai loro caregiver e a chiunque nella terza e quarta età desideri uno spazio di stimolazione sociale. Le attività saranno guidate da un team multidisciplinare composto da un’educatrice, uno psicologo e Oss di assistenza, con il supporto costante dei volontari AIMA. Durante gli incontri verranno alternati momenti di informazione con esperti (geriatri, neurologi, fisioterapisti, dietisti, avvocati, assistenti sociali, infermieri ecc…) attività ludico-occupazionali e momenti di convivialità con musica e bevande.
«Come Società della Salute, attraverso queste attività, vogliamo provare a “normalizzare” la malattia e creare sul nostro territorio una cultura di comprensione e accettazione per rompere l’isolamento sociale che crea la malattia stessa», sottolinea Lorena Paganelli, direttrice Società della Salute Area Pratese.
Un Progetto di comunità – Nella sola provincia di Prato sono circa 3 mila le diagnosi di Alzheimer e demenze. Numeri che richiedono una risposta da parte della comunitàIl progetto è realizzato da AIMA Prato in collaborazione con il L’Associazione si farà interamente carico del compenso degli operatori e di tutte le spese accessorie, offrendo così un servizio gratuito alla cittadinanza in un territorio, come quello di Montemurlo, da sempre attento al dialogo sociale. «Il Consorzio Astir è stato uno dei primi soggetti a lavorare sull’Alzheimer nella nostra realtà provinciale. Già vent’anni fa ci siamo mossi per cercare di costruire servizi sul territorio, anticipando le necessità di persone e famiglie su una patologia che già all’epoca stava diventando sempre più importante.- conclude Silvia Andreini del Consorzio Astir- Oggi possiamo dirci solo soddisfatti che ci sia sempre più attenzione sull’Alzheimer, con progetti mirati e supporti alle famiglie. Noi, come Consorzio, continuiamo e continueremo a erogare servizi di livello, cercando di dare risposte precise ed efficaci ai malati e ai loro familiari».

Edizioni locali: Montemurlo

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