Il Comune di Montemurlo rinnova anche quest’anno “Studiare con metodo”, il progetto dedicato agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento nato sul territorio oltre dieci anni fa grazie alla collaborazione con la sezione pratese dell’Associazione Italiana Dislessia. L’iniziativa, interamente finanziata dal Comune e gratuita per le famiglie, mette a disposizione strumenti compensativi, tecnologie digitali e strategie personalizzate per favorire un metodo di studio efficace e una maggiore autonomia.
Le attività saranno guidate da tutor specializzati Aid e si svolgeranno all’Istituto comprensivo “Margherita Hack” tra novembre e febbraio. Il programma prevede cinque corsi di dieci incontri ciascuno rivolti alla primaria e alla secondaria, oltre a tre momenti riservati ai genitori e un laboratorio congiunto con studenti e famiglie. Per i bambini della primaria le lezioni si terranno durante l’orario scolastico. «Pari opportunità significa fornire a tutti gli studenti l’opportunità di studiare in autonomia e raggiungere il successo formativo», sottolinea il sindaco Simone Calamai, che definisce il progetto «un orgoglio» e ricorda che l’obiettivo è «essere un Comune inclusivo, vicino alle esigenze delle famiglie».
Secondo Manuela Zacchini di Aid, «gli strumenti compensativi rappresentano un mezzo indispensabile per gli studenti con Dsa, perché permettono di compensare le loro difficoltà e di esprimere al meglio le proprie capacità». I laboratori, aggiunge, «sono un lascito di risorse utili per affrontare con serenità il futuro scolastico e non solo».
Il progetto si inserisce in una strategia educativa più ampia: tramite i fondi destinati al Ptof, il Comune continua infatti a sostenere anche le attività di screening precoce dei Dsa nella scuola dell’infanzia.
«E’ un progetto che abbiamo voluto e costruito qui a Montemurlo per dare risposte concrete ai ragazzi e alle loro famiglie – afferma l’assessora all’Istruzione Antonella Baiano- in modo gratuito garantisce pari opportunità a tutti e conferma il nostro impegno per una scuola davvero inclusiva».
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