In un solo giorno sono state raccolte cento firme per la petizione con cui si chiede al commissario straordinario di non autorizzare l’accensione dell’antenna 5G installata, nell’arco di appena 24 ore, in via Barni, nella zona di Chiesanuova, all’interno di un terreno privato. La struttura, alta circa 30 metri, sorge molto vicino a un gruppo di abitazioni e confina con il giardino di Gabriele Carlesi, in via Parrini. “Non ci siamo accorti di niente – spiega – giovedì scorso abbiamo visto alcuni movimenti nel terreno, poi in breve tempo è stata tirata su l’antenna e sabato è stata montata la parte finale. Ora è ancora spenta, ma sembra che nel giro di 15 giorni verrà attivata. Stiamo lottando contro il tempo”.
Non sono solo le case nelle immediate vicinanze: a poca distanza si trova anche la scuola del Sacro Cuore, con asilo e primaria, oltre a giardini e spazi pubblici. “Oltre all’aspetto legato alla salute – continua Carlesi – c’è anche quello estetico: prima da casa vedevo il Monteferrato, ora un palo. E poi quello economico: il prezzo delle case in zona inevitabilmente scenderà. Chi era in trattativa si è visto chiudere le porte”.
Nel testo della petizione, che può essere firmata negli esercizi della zona, si sottolinea come non sia stato avviato alcun percorso partecipativo, né vi sia stata comunicazione preventiva ai residenti, e si evidenzia inoltre l’assenza di autorizzazioni o valutazioni tecniche rese note. I firmatari sollevano anche dubbi sulla legittimità del procedimento autorizzativo, sulla conformità urbanistica dell’impianto e sulla valutazione dell’impatto elettromagnetico, in relazione alla vicinanza delle abitazioni, oltre alla possibile assenza o incompletezza dei pareri degli enti competenti, tra cui l’Asl.
“Siamo arrabbiati e preoccupati – spiega Giovanni Mingolelli, uno dei promotori della petizione – è stato fatto tutto con furbizia, senza consultare nessuno: da un giorno all’altro ci siamo ritrovati l’antenna davanti a casa. È un vero e proprio sciempio. Quando arriveremo a 400 firme, e conto di farlo in poco tempo visto l’impatto della struttura, consegneremo il documento al commissario straordinario. Poi ci affideremo a un legale per tutte le valutazioni tecniche del caso”.
Tra i primi firmatari della petizione c’è anche il candidato sindaco Claudio Belgiorno, che ha incontrato i residenti. “Ho ascoltato la rabbia e le preoccupazioni legittime di genitori, nonni e cittadini – dice -. Ho visto con i miei occhi un’opera impattante decisa senza rispetto per chi quel quartiere lo vive ogni giorno. Non è accettabile calpestare la partecipazione. Questa antenna è stata piazzata senza informare nessuno, senza un’assemblea pubblica, senza il minimo confronto. Non è tollerabile che un’infrastruttura così invasiva venga calata dall’alto, ignorando completamente i residenti. La partecipazione dei cittadini non è un optional: deve essere il fondamento di ogni scelta urbanistica a Prato”.
“Ciò che mi allarma di più – prosegue Belgiorno – è la distanza ridottissima dall’impianto: l’antenna si trova a soli 50 metri da una scuola elementare e da una scuola materna. I nostri bambini meritano serenità e protezione, non onde elettromagnetiche a pochi passi dai loro banchi. Per questo ho firmato la petizione promossa dai residenti e annuncio fin da ora che verificherò personalmente la regolarità di tutte le autorizzazioni. Chiederò un controllo immediato sui vincoli urbanistici, con particolare attenzione alla distanza minima dai plessi scolastici. La tutela della salute e della serenità dei più piccoli deve venire prima di qualsiasi interesse delle compagnie di telecomunicazioni”.
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