A Terra di Prato

i kiwi a km zero



dell’azienda agricola Maria Pratelli


Un ettaro in riva all’Arno, coltivato secondo i parametri biologici:

tutto viene fatto a mano, a partire dalla fase di impollinazione




Torna l’appuntamento con Terra di Prato, il mercato di filiera corta di frutta, verdura di stagione, salumi e formaggi, marmellate, miele, vino, olio e liquori, carne e prodotti da forno. Dalle 8 alle 13 di sabato 17 novembre in piazza del Mercato Nuovo trenta aziende animeranno il mercato tra loro anche l’azienda Maria Pratelli specializzata nella coltivazione di Kiwi biologici a km zero. Un ettaro di terreno, in riva all’Arno, che quotidianamente deve essere bagnato e curato.



“La stagione – spiega l’imprenditrice Maria Pratelli – inizia ad ottobre e termine ad aprile ma le piante vanno curate tutto l’anno, particolarmente in estate, dove l’annaffiatura notturna con i nebulizzatori è essenziale per lo sviluppo del fiore”. L’acqua, infatti, permette al frutto di raggiungere le giuste dimensioni, ovviamente quella piovana accelera ancora di più il processo: “Lo scorso settembre – continua l’imprenditrice – abbiamo avuto una stagione secca e questo ha danneggiato i frutti che, infatti, sono sottodimensionati”.



Tutta la coltivazione avviene in modo manuale e secondo i parametri bio, si parte dall’impollinazione tramite i rami “maschi” riconoscibili per le loro “criniere”. A mano viene fatta anche la calibratura e la diradatura, cioè lo sfoltimento dei fiori in modo da consentire al frutto di espandersi. Terminata la maturazione inizia la raccolta, sempre a mano, e poi la fase di riposo in ambienti selezionati. “Entro la metà di novembre – spiega Pratelli – tutti i frutti sono riposti, anche quelli meno maturi, per questi consigliamo ai nostri clienti di unirli a delle mele in un sacchetto chiuso, in modo da creare un effetto camera a gas che accelera la maturazione”.
Il kiwi è una frutta dalle molte virtù; ricca di potassio, di vitamine C, in dosi maggiori dell’arancia, ha anche proprietà di regolazione dell’intestino.
Generalmente viene mangiato da solo, i più raffinati lo tagliano a metà secondo la larghezza e utilizzano un cucchiaio per assaporare la polpa, ma è particolarmente indicato per le crostate, unito alla crema posta su una base di frolla.


 
 
 

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