06.02.2015 h 19:15 di  Nadia Tarantino

Iolo sul piede di guerra: "No alla Varvarito, troppo impattante. Regione, Comune e Provincia facciano un passo indietro"

Tutto pronto per la nascita di un comitato dopo la scelta di trasformare due aree, a Iolo e a Casale, in siti idonei ad ospitare impianti di trattamento di rifiuti inerti provenienti da edilizia e escavazione. Preoccupati i cittadini: "Il terreno individuato a Iolo è troppo vicino alle abitazioni e non ci sono ostacoli alla dispersione delle polveri. Soluzione peggiore di quella che era stata prevista a Viaccia"
Iolo sul piede di guerra: "No alla Varvarito, troppo impattante. Regione, Comune e Provincia facciano un passo indietro"
Iolo dice no. No ad impianti di trattamento di rifiuti inerti, no ad aziende che di quello si occupano, no alla decisione presa da Regione, Provincia e Comune di destinare un'area della frazione ad attività di quel genere. No, punto. Iolo scende sul piede di guerra e, questione di giorni, potrebbe dar vita ad un comitato con l'obiettivo di battersi contro la scelta di convertire da agricolo a servizi tecnologici la destinazione di un appezzamento di terreno. Stessa sorte che gli enti hanno previsto per un'area della vicina frazione di Casale. Un gruppo di residenti di Iolo si sta organizzando e non per fare un dispetto alla Varvarito lavori, l'azienda di frantumazione inerti che conta 100 dipendenti e che da anni è costretta ad operare solo attraverso autorizzazioni temporanee perché in tutto il comune di Prato non esiste un sito idoneo, da un punto di vista della destinazione urbanistica, ad ospitare lavorazioni di questo tipo. Quello della Varvarito è un caso limite ma di aziende dello stesso settore ce ne sono diverse. E' certa una raccolta di firme da presentare a Comune e Provincia per chiedere di bloccare l'iter. Nel frattempo il gruppo di residenti, guidato da Barbara Michelagnoli, cercherà di capire quali sono gli spazi entro i quali muoversi per scongiurare l'arrivo di un impianto di inerti. “Capiamo e condividiamo la necessità di trovare un luogo affinché Varvarito e aziende similari svolgano la loro attività mantenendo in questo modo i posti di lavoro – dice Michelagnoli – ma non troviamo idoneo, per diversi motivi, il luogo scelto: vicinanza alle abitazioni, vicinanza ad impianti sportivi, impatto ambientale su una zona già altamente contaminata, basti pensare al Coderino che ha ancora bisogno di una bonifica, aumento del traffico sul punto di ingresso al Macrolotto visto che si parla di 200 camion e 400 quintali di detriti trasportati ogni giorno. Senza contare che c'è un metanodotto che potrebbe risentire di tutto questo e senza contare i danni economici perché è chiaro che le case subiranno una svalutazione”. Il gruppo di residenti si informerà “sull'impatto delle polveri cementizie sull'autostrada”: “Non c'è nessuna barriera che ostacola la dispersione delle polveri – continua Barbara Michelagnoli – si tratta di lavorazioni che vengono fatte all'aperto e non ci vuole molto a immaginare cosa accade in una giornata di vento”. L'assessore all'Urbanistica del Comune di Prato Valerio Barberis ha spiegato nei giorni scorsi perché la scelta è caduta sulle aree di Iolo e Casale: “Sono stati utilizzati criteri tecnici che hanno valutato i siti privi di vincoli idrogeologici, ambientali e paesaggistici e compiendo su ognuno uno studio approfondito a cui hanno contribuito tutti gli enti coinvolti”. 
 
 
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Data della notizia:  06.02.2015 h 19:15