08.10.2019 h 16:19 commenti

Visite private all'ospedale: rito abbreviato per tre ginecologi, il quarto patteggia

Rito ordinario per l'ex primario Giansenio Spinelli, accusato di omessa denuncia. La decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio è prevista a fine gennaio
Visite private all'ospedale: rito abbreviato per tre ginecologi, il quarto patteggia
Saranno giudicati con rito abbreviato tre dei quattro ginecologi dell'ospedale di Prato, accusati di aver effettuato visite a pazienti cinesi dietro pagamento a nero al Santo Stefano e al Centro Giovannini. Si tratta di Elena Busi, Ciro Comparetto e Massimo Martorelli. Il quarto invece, Simone Olivieri, ha richiesto il patteggiamento come altri cinque coinvolti nell'inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli che nell'estate del 2018 ha portato a una ventina di indagati, tra sanitari del Santo Stefano e intermediari cinesi. Rito ordinario invece per l'ex primario di Ostetricia e ginecologia Giansenio Spinelli, accusato di omessa denuncia. E' quanto emerso oggi, 8 ottobre, in sede di udienza preliminare al Tribunale di Prato.
Il gup deciderà a gennaio sulla richiesta di rinvio a giudizio che lo riguarda e sul rito abbreviato che oltre ai tre medici è stato scelto da altre quattro figure "minori" dell'inchiesta tra indermiari cinesi e sanitari. Sulle richieste di patteggiamento di Olivieri e di cinque intermediari cinesi, il giudice deciderà alla fine di questo mese.
 L'indagine, condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Prato, alzò il velo su un giro di visite clandestine all'ospedale e al Centro Giovannini. Intercettazioni telefoniche, telecamere nascoste e gli elementi raccolti dai carabinieri confusi tra i pazienti in attesa del loro turno, consentirono di ricostruire il quadro del lavoro parallelo contestato ai ginecologi: pazienti ricevute fuori dal circuito delle prenotazioni ma durante l'orario di lavoro e visitate dietro il pagamento di 100-150 euro con una piccola percentuale trattenuta dagli intermediari.
L'indagine prese avvio dalla denuncia di una ostetrica che visitò una donna cinese colpita da un malore in seguito all'assunzione della pillola abortiva, farmaco reperibile e somministrabile esclusivamente in ambito ospedaliero. La paziente raccontò che quella pillola gli era stata data da un connazionale che, a sua volta, l'aveva ricevuta da un medico. Medico che, nonostante il lavoro degli investigatori, non è stato mai identificato.
L'Asl Toscana Centro, che licenziò i quattro ginecologi pochi mesi dopo il loro arresto, si è costituita parte civile. A breve, attraverso una selezione pubblica già in corso, la stessa azienda sanitaria individuerà il nuovo primario di Ginecologia e Ostetricia. Ruolo ricoperto fino a ora, come facente funzione, dalla vice di Spinelli, Lucia Golin.
 

Data della notizia:  08.10.2019 h 16:19

 
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