11.02.2019 h 15:31 commenti

Visita di Ermini (Csm): "Pensiamo a un nuovo Palazzo di giustizia"

Assemblea per fare il punto sulle criticità degli uffici giudiziari. Carenza di magistrati e di personale amministrativo, assenza di manutenzione e di sistemi di sicurezza all'ingresso sono i problemi più grossi. Presenti anche gli avvocati e il sindaco Biffoni
Visita di Ermini (Csm): "Pensiamo a un nuovo Palazzo di giustizia"
“Un nuovo Palazzo di giustizia a Prato, non so se ce la faremo ma intanto cominciamo a parlarne”. E' la proposta fatta oggi, lunedì 11 febbraio, dal vicepresidente del Csm David Ermini al termine dell'assemblea – la prima per lui in Toscana – convocata per fare il punto sulla crisi degli uffici giudiziari. Una crisi profonda dovuta a piante organiche – quella dei magistrati e quella del personale amministrativo – carenti, all'assenza di manutenzione dell'edificio e alla mancanza di sistemi di sicurezza e controllo all'ingresso nonostante, per questo capitolo di spesa, i soldi siano stati già stanziati. Il solito, verrebbe da dire, elenco di richieste e di appelli e l'altrettanto solito impegno a trovare soluzioni.
“Ho appreso tante cose oggi – ha detto Ermini dopo aver ascoltato le relazioni del presidente del tribunale Francesco Gratteri, del procuratore Giuseppe Nicolosi e del presidente della Corte d'Appello di Firenze Margherita Cassano – ci sono molte difficoltà, spero di essere in grado di soddisfare le tematiche che mi sono state proposte partendo dal rafforzamento delle piante organiche”.
Rivolgendosi direttamente al vicepresidente del Csm e parlando davanti a giudici, pubblici ministeri avvocati e al sindaco Matteo Biffoni, il procuratore Nicolosi non ha nascosto il suo disappunto: “Consentire condizioni di lavoro come queste – ha detto – è un grave attentato all'autonomia e all'indipendenza dei magistrati. Passo molto tempo ad ascoltare lamentele e difficoltà mentre vorrei fare i processi”.
Istituzione del presidente della sezione civile, assegnazione di un altro giudice in modo da completare la pianta organica di ventitré prevista sulla carta, rafforzamento della procura con tre nuovi sostituti e un procuratore aggiunto (attualmente sono 8 in servizio compreso il procuratore), sblocco delle procedure per la realizzazione delle misure di sicurezza all'ingresso del palazzo e per gli interventi di manutenzione.
“Lavoriamo in un edificio – ha detto il presidente Gratteri – a cui manca il certificato di prevenzione incendi, che è rimasto al buio due mesi fa e dopo un giorno di chiusura ha riaperto con una soluzione provvisoria che è tale ancora oggi, funziona un solo ascensore sui quattro al servizio dell'utenza, ci sono rilevanti criticità di manutenzione, di impiantistica e di igiene in questo palazzo come negli uffici del giudice di pace che sono di proprietà del Comune, abbiamo una sola auto di servizio che necessita di continue riparazioni. Siamo consapevoli dell'esigenza di contenere la spesa e del riparto delle competenze, però riteniamo sia possibile un'opera di individuazione delle priorità, di una migliore razionalizzazione della distribuzione delle risorse, di una elasticità nella richiesta di adempimenti. Quello che è stato fatto fino ad ora dagli uffici giudiziari pratesi è il servizio massimo esigibile in queste condizioni”.
Quanto alla carenza di magistrati, è stato sottolineato che a fronte della metà dei procedimenti che conta Firenze, Prato lavora con un quarto di magistrati. Facendo riferimento alle classifiche, invece, Prato è al secondo posto in Toscana per sopravvenienze, al terzo per il carico fallimentare e al quarto per quello civile, mentre è quarta in Italia per i procedimenti di sfratto.
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  11.02.2019 h 15:31

 
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