08.11.2015 h 09:28 commenti

Visita del Papa a Prato, il vescovo Agostinelli: "Condivido tutte le sue scelte. Nel percorso stadio-Duomo, gli presenterò la città"

Intervista al numero uno della Chiesa pratese: dalla sua amicizia con il responsabile della sicurezza vaticana, Domenico Giani, al suo primo incontro con il Santo Padre. Il ricordo della visita di Giovanni Paolo II ad Arezzo, sua città natale. Ecco le emozioni della vigilia di monsignor Franco Agostinelli
Il vescovo Agostinelli ai microfoni di Toscana tv
Il vescovo Franco Agostinelli è l'uomo chiave della visita pratese di Papa Francesco del prossimo 10 novembre. Se Prato è la porta della prima volta in Toscana di Bergoglio lo si deve soprattutto a lui. Raccogliendo le sollecitazioni cittadine, il prelato ha messo in moto la sua rete diplomatica fatta di ganci importanti come il capo della sicurezza vaticana, Domenico Giani, suo chierichetto quando era un semplice parroco ad Arezzo e ancora strettamente legato alla sua famiglia. Poi, Agostinelli, si è assunto il difficile compito di far capire ai vertici della Santa Sede l'eccezionalità di Prato e quindi l'importanza di avere l'attenzione di Bergoglio. Missione compiuta e poco importa se la visita durerà un'ora e poco più. Non è il quanto che conta ma il significato di questa breve fermata in città del pontefice come ci spiega in questa intervista lo stesso Agostinelli.
Cosa sarà Prato rispetto all'intenso programma che aspetterà il Papa il 10 novembre?
"So che il Santo Padre ha accolto l'invito non come un detersivo o una deviazione dal percorso principale ma come chiave d'ingresso del convegno nazionale della chiesa italiana che si terrà a Firenze e a cui parteciperà subito dopo essere stato qua da noi. In questa città sono concentrate tutte le tematiche che gli stanno più a cuore, lavoro e società multiculturale. Temi che sono sicuro saranno centrali nel discorso che terrà dal Pulpito del Donatello e che rappresenta l'incipit di quanto il Santo Padre dirà a Firenze. In realtà la mia richiesta era legata al trentesimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II a Prato che ricorrerà a marzo, ma purtroppo l'agenda di Papa Francesco è già al completo e così su suggerimento di monsignor Becciu, abbiamo associato la visita pratese alla partecipazione del Santo Padre al convegno nazionale che si terrà a Firenze".
Negli ambienti si dice che la curia fiorentina non abbia affatto gradito....
Ride...."Non lo so, non credo. Firenze è un momento ecclesiastico importante perché vengono dettate le linee per i prossimi 10 anni. Anche io parteciperò e concelebrerò la messa allo stadio assieme agli altri vescovi toscani. Non appena il santo Padre salirà sull'elicottero, raggiungerò Firenze in auto. Sarà al fianco del Papa per tutto il tempo. Lo accompagnerà lungo il percorso sulla papà mobile, sarà l'unico a salire sul Pulpito con lui e ne introdurrà il discorso.
Cosa gli dirà quando sarà al suo fianco?
"Gli presenterò la città e i suoi cittadini passo dopo passo. Quando sarò sul Pulpito parlerò solo 2 minuti e mezzo. Non indulgerò nei convenevoli perché cercheremo sopratutto di ascoltare".
È la prima volta che sta così vicino a Papa Francesco?
"No, l'ho già visto altre volte, in Vaticano. Mette tutti a proprio agio. Una volta ha fatto si che ci disponessimo tutti in cerchio, come boy-scout. Per questo martedì non tremerò, non avrò timore di parlargli. Sarò con una persona fraterna che mi trasmette spontaneità".
Per lei e'sicuramente un evento memorabile, ma non è l'unico.
"Nel maggio 1993, quando ero vicario generale ad Arezzo, fui uno degli organizzatori della visita di Giovanni Paolo II. Fu lui poi a consacrarmi vescovo. Questo anello me lo ha dato lui".
È un Papa 'rivoluzionario' che sta cambiando profondamente la Chiesa. Condivide le sue scelte?
"Condivido tutto. Anzi, ogni tanto il Papa mi fa qualche assist. La chiesa deve essere accogliente, deve tornare fra la gente, sporcarsi le mani. Mi chiedo se un domani saranno ancora necessarie le chiese dato che noi dovremmo stare in mezzo alla gente".
Condivide anche le aperture verso i divorziati?
"Certo. Ė giusto dare la comunione anche a loro perché se la cercano significano che hanno nostalgia di Dio, ne sentono il bisogno. A Grosseto avevo messi su un gruppo di persone con matrimoni falliti alle spalle. Incontrarsi era importante, per e per loro. Il Signore è venuto per chi sbaglia ed è in difficoltà. Questo significa non che vada bene tutto ma che prima della legge ci sono le persone".
Sono stati giorni difficili per il Vaticano tra scandali e arresti. La vigilia della tappa toscana non è avvolta da un'atmosfera serena.
"Mi auguro che arresti e scandali non condizionino la nostra festa. Se i mariuoli vengono smascherati lo si deve anche al Papa, al suo coraggio e alla sua determinazione. Nella curia romana ci sono sant'uomini e farabutti che vanno buttati fuori e Papa Francesco non ha paura".
Tutte le anime della città si sono date da fare per l'evento. Tantissimi i regali tra cui la casula e la mitra realizzate dagli industriali.
"Penso che non terrà per se il dono, lo girerà ad altri come fa sempre per i doni materiali". Ha fatto appello alla partecipazione. Teme che non ci sia abbastanza gente? "No, ma non vorrei che divieti, limitazioni e l'orario inibissero la voglia di partecipare. E invece è importante esserci".
Cosa dovrebbe restare alla città di questa straordinaria visita lampo?
"Intanto l'impatto emotivo. Ma ciò che davvero importa e' ciò che ci dirà. Parole che dovrebbero accompagnarci nella nostra vita personale e in quella della città. Riflessioni da condividere con tutti".

E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  08.11.2015 h 09:28

 
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