07.08.2017 h 14:00 commenti

Ruba foto e vita delle colleghe e le espone sul web come prede per stalker e malintenzionati

A mettere in piedi il pericoloso gioco istigativo è stato un quarantenne pratese, denunciato per stalking e sostituzione di persona
Ruba foto e vita delle colleghe e le espone sul web come prede per stalker e malintenzionati
Può essere definito stalking per interposta persona quanto scoperto dall'ufficio di polizia giudiziaria della Procura di Prato a carico di un quarantenne. Un caso che non ha precedenti al momento per gli investigatori pratesi. L'uomo si spacciava per ex o attuali colleghe di lavoro su siti e chat di incontri erotici. Usava le loro foto, la loro identità e le loro abitudini di vita per entrare in contatto con uomini di cui istigava la fantasia sessuale. Le vittime, ignare di tutto, si ritrovavano davanti sconosciuti che tentavano pericolosi approcci espliciti. A dare il via alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Laura Canovai, è stata la denuncia di una ex collega del quarantenne, stufa di essere oggetto di attenzioni particolari da parte di individui mai visti prima. Ad esempio la giovane è stata fermata al supermercato da un tipo con la frase "Ci conosciamo?". Il no è stato talmente categorico che più tardi l'uomo ha chiesto in chat spiegazioni  del rifiuto alla donna, convinto di parlare con lei. "Eri moscio, mi piacciono gli uomini decisi", ha risposto il quarantenne fingendosi la sua ex collega e mettendo così in moto un meccanismo fuori controllo che istigava questi uomini a commettere ulteriori avances senza preoccuparsi del consenso della donna.
All'inizio gli investigatori "brancolavano nel buio", ma la svolta è arrivata quando la ragazza ha ricevuto visite sgradite anche a lavoro e ha chiamato i carabinieri. L'adescato di turno si è giustificato dicendo che in chat lei non era poi così fredda e questo ha permesso di scoprire l'esistenza del sito d'incontri erotici dove era finita a sua insaputa. Sono scattati quindi accertamenti informatici che hanno portato all'individuazione del quarantenne, la perquisizione della sua casa dove vive con i genitori, il sequestro del suo pc e del telefonino dal cui esame sono saltate fuori altre vittime su cui sono in corso accertamenti. L'uomo ha confessato tutto e di fronte agli investigatori si è giustificato dicendo di "voler vedere come si approcciavano gli uomini" ignorando il rischio a cui sottoponeva le sue colleghe, attuali e passate.
Dovrà rispondere di stalking e di sostituzione di persona. 
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  07.08.2017 h 14:00

 
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