02.12.2019 h 15:28 commenti

Tutto esaurito al pranzo per Giò. Federico Chiesa gli manda la maglia autografata e lo invita agli allenamenti

Oltre 230 persone hanno aderito all'iniziativa dell'associazione "La forza di Giò" per raccogliere fondi a favore della ricerca sui tumori cerebrali infantili
Tutto esaurito al pranzo per Giò. Federico Chiesa gli manda la maglia autografata e lo invita agli allenamenti
Rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni, gente comune, amici e a sorpresa anche il vescovo Nerbini. Giò è una calamita d'amore che ieri, 1°dicembre, nel salone parrocchiale a Narnali è riuscita a mettere a tavola oltre 230 persone per raccogliere fondi a favore della ricerca sui tumori cerebrali infantili. Una delle forme più rare ha colpito Giovanni Fuochi all'età di due anni e mezzo e da allora è iniziato un calvario senza fine anche per mamma Monica e babbo Enrico. Grazie agli oncologi dell'ospedale Meyer di Firenze e al suo attaccamento alla vita, il piccolo leone di Casale ha oggi 17 anni e da settembre con la piena disponibilità delle istituzioni, frequenta tre volte a settimana l'istituto tecnico Gramsci Keynes proprio come sognava (LEGGI).
Per dare un senso a tanto dolore oltre un anno fa è stata creata un'associazione, La forza di Giò, che raccoglie fondi a favore della ricerca. Ieri è stata la prima uscita ufficiale e la risposta da parte della comunità è andata oltre ogni aspettativa grazie anche alla collaborazione di Renzo Cecchini, di tutto il comitato Chiesino di Narnali e del presidente del Consiglio comunale Gabriele Alberti, da sempre vicino alla famiglia Fuochi. Erano presenti anche i consiglieri regionali del Pd, Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti, la consigliera comunale Monia Faltoni, il capo di gabinetto del sindaco Biffoni, Simone Faggi, il presidente di Sori, Alessandro Michelozzi, il membro del cda dell'Interporto, Andrea Dominijanni. Accanto a Giò il neuro oncologo del Meyer che lo cura da 15 anni, Jacopo Sardi. 
E' stata consegnata una borsa di studio, intitolata a Enrico Mario Bigagli, nonno di Giò, a Giacomo Casati, biotecnologo dell'Università di Firenze che a dispetto della sua giovane età, 28 anni, è impegnatissimo sul fronte della ricerca contro i tumori cerebrali: "Sto portando avanti un progetto innovativo con il dottor Sardi e l'istituto fisico-nucleare di Trento. Prevede lo studio dell'effetto combinato di farmaci chemioterapici. Auspichiamo che i risultati di questo studio che oggi è applicato su cellule di tumori umani siano buoni e quindi possa essere presto traslato nella pratica chimica".
Il padre di Giò è un ex studente del Buzzi e per questo l'associazione Ex Allievi ha partecipato con una propria donazione.

"Tengo molto a tutto questo - ha spiegato Giò - E' importante che la ricerca vada avanti e faccia un grande salto perchè nessun altro bambino soffra come ho sofferto io".
Una festa ricca di emozioni terminata con due graditissime sorprese per Giò. Intanto la visita di monsignor Giovanni Nerbini che per precedenti impegni non ha potuto partecipare al pranzo ma che è comunque voluto passare per un saluto.

Poi due doni importantissimi per un tifoso della Fiorentina, resi possibili dagli amici Riccardo Benvenuti e Franco Melani: la maglia autografata da Federico Chiesa e l'invito a partecipare agli allenamenti della squadra. 
Un'altra efficacissima medicina per sopportare tutto e continuare a vivere con il sorriso sulle labbra. 

Eleonora Barbieri
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  02.12.2019 h 15:28

 
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