06.04.2021 h 10:36 commenti

Tutti pazzi per il trekking, ma occhio all'allenamento e all'attrezzatura. I consigli del Soccorso Alpino

Nelle ultime settimane si sono susseguiti gli infortuni sui sentieri della Calvana, che talvolta hanno comportato anche complessi interventi di salvataggio. Le regole da seguire per evitare brutte sorprese
Tutti pazzi per il trekking, ma occhio all'allenamento e all'attrezzatura. I consigli del Soccorso Alpino
Con l’arrivo della bella stagione e le limitazioni imposte dalla zona rossa di varcare il confine comunale, torna la voglia di andare a camminare in montagna, ma ci sono semplici regole da rispettare per evitare infortuni. Innanzitutto, nonostante tutte le limitazioni di questi giorni, l’attività all’aperto è consentita anche varcando i confini cittadini, bisogna però mantenere la distanza di almeno 2 metri tra una persona e l’altra.
La cronaca di queste settimane, però, ha messo in evidenza anche un alto numero di infortuni, che talvolta hanno comportato anche complessi interventi di salvataggio. Ecco, quindi, che restano universalmente validi alcuni consigli forniti dal Soccorso alpino stazione Monte Falterona, competente per la zona di Prato.
La prima regola da rispettare è una massima greca: conosci te stesso, nello specifico ciascuno deve valutare la propria condizione fisica e il grado di allenamento, prima di intraprendere un percorso troppo impegnativo. “E’ impensabile – suggeriscono dal Soccorso alpino- che per cinque giorni si faccia una vita sedentaria e poi improvvisamente si vogli affrontare salite impegnative. Quindi è bene fare un po’ allenamento tutti i giorni, anche una passeggiata di 1 ora a passo veloce, e poi darsi piccoli obiettivi per poi alzare l’asticella”. Quindi, prima di arrivare in vetta a La Retaia, prima si può raggiungere Casa Bastone e la domenica successiva allungare il percorso.
Il secondo punto è l’equipaggiamento che varia a secondo del tipo di escursione di vuole fare. L’importante è avere scarpe con il carrarmato, in modo da non scivolare, calze da trekking per evitare le fastidiose vesciche e anche per assorbire il sudore, e vestirsi in base alla stagione. “Se si parte in estate e si va a bassa quota – continua gli esperti del Soccorso alpino – non è necessario portare la giacca a vento, ma una maglia da indossare quando ci si ferma è fondamentale”. Altro compagno di viaggio indispensabile è lo zaino dove oltre al cibo, consigliate barrette energetiche, frutta secca e acqua, anche in inverno, bisogna mettere un telo termico dove avvolgersi nel caso si debba stare fermi ad aspettare i soccorsi, e una lampada frontale anche se l’escursione viene programmata durante il giorno. “Se ci si dovesse perdere – spiegano i soccorritori – avere una luce è fondamentale, la torcia non va bene perché si deve tenere in mano e ostacola i movimenti. Il cellulare è bene che resti carico per eventuali chiamate di soccorso”.
Altro aspetto fondamentale è l’attrezzatura che spazia dalla cartina dei sentieri, alla bussola a un power bank per il cellulare. Esistono anche particolari App come la Geo Resq che traccia il sentiero in remoto e in caso di bisogna invia la posizione esatta, agevolando così il lavoro dei soccorritori. “Cartina e bussola – spiegano gli esperti del soccorso Alpino- sono fondamentali perché non sempre c’è il segnale. Puntando l’ago verso il nord e posizionando la cartina nello stesso senso, ci si riesce ad orientare molto bene. Consigliamo anche prima di partire, se non si conosce la zona di consultare una sezione del Cai”
Ultimo consiglio: guardare le previsioni meteo , partire almeno in due e dare le coordinate del percorso a un famigliare, indicando anche ora di partenza e quello del presunto ritorno, in modo da allertare i soccorritori nel caso di un mancato rientro a casa.
 

Data della notizia:  06.04.2021 h 10:36

 
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