10.03.2018 h 17:32 commenti

Trasporto sociale, la Pubblica Assistenza si rivolge agli avvocati: "Valutiamo se fare causa"

Intanto stamani, il Cda ha incontrato l'assemblea dei soci per spiegare i motivi dell'uscita dal servizio
Trasporto sociale, la Pubblica Assistenza si rivolge agli avvocati: "Valutiamo se fare causa"
Potrebbe avere strascichi legali la guerra scoppiata tra il Comune e la Pubblica Assistenza per il trasporto sociale. L'associazione di via San Jacopo, che ha deciso di non coprire più tale servizio, ha dato mandato al proprio legale di verificare se sussistano le condizioni per fare causa civile contro il regolamento della società della salute di Prato alla base del quale è stato pubblicato il nuovo bando da parte del Comune. 
Intanto, stamani, i soci della Pubblica Assistenza sono stati chiamati a raccolta dal Consiglio direttivo per spiegare le ragioni dell'uscita dal bando. Non è solo un problema di rimborsi esigui, ma anche di mancata riorganizzazione del  sistema dei servizi sociali in funzione di una redistribuzione più razionale sul territorio. Secondo la Pubblica Assistenza rivedere i criteri e le modalità di espletamento del servizio avrebbe permesso una riduzione dei costi sostenuti dalle associazioni che effettuano il trasporto sociale, anche in relazione all'esiguo aumento del rimborso, fermo da ben 13 anni. Si è passati da 6,2 euro a servizio, a prescindere dalla distanza percorsa, agli attuali 8 euro per tratte inferiori agli 8 chilometri e 9 euro in presenza di percorrenze maggiori di tale soglia. Si pensi che a Firenze il rimborso varia da 11 a 15 euro oltre a un percentuale aggiuntiva per il secondo e il terzo trasportato. In buona sostanza il ragionamento della Pubblica Assistenza è questo: "Se proprio non avete le risorse per aumentare i rimborsi, almeno riorganizzate il servizio in modo da ridurne i costi". Inutile che un'associazione debba attraversare la città quando ne esiste una a due passi dall'utente. Basti pensare che per garantire il servizio la Pubblica Assistenza ci ha rimesso circa 90mila euro l'anno. Soldi che non vuole più spendere senza una riorganizzazione del servizio che tenga conto del dislocamento sul territorio delle varie associazioni per ottimizzare le risposte e migliorare il servizio reso all'utente. 
 
 

Data della notizia:  10.03.2018 h 17:32

 
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