29.08.2017 h 17:44 commenti

Tragedia Tignamica, "spariti" almeno 15 operai dalla casa-fabbrica. Nicolosi: "Troppa omertà"

Sopralluogo e perquisizione nella palazzina di via Val di Bisenzio dove sabato, in un incendio, sono morti due operai cinesi. Investigatori al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti. Sequestrati documenti e telefoni cellulari. La denuncia del procuratore: "Totale assenza di collaborazione da parte della comunità cinese"
Tragedia Tignamica, "spariti" almeno 15 operai dalla casa-fabbrica. Nicolosi: "Troppa omertà"
Documentazione, telefoni cellulari ed effetti personali. E' quanto ha sequestrato oggi, martedì 29 agosto, la procura al termine della perquisizione nella palazzina della Tignamica dove sabato scorso sono morti, nell'incendio della mansarda, due operai cinesi, un uomo e una donna di 39 e 37 anni. A tre giorni dalla tragedia che si è consumata nella casa trasformata in una fabbrica fantasma, i sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Francesco Sottosanti sono tornati sul posto insieme ai carabinieri e ai vigili del fuoco per raccogliere quanti più elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti. Iscritta nel registro delle notizie di reato la titolare del contratto di affitto, una cinese di 46 anni che insieme al figlio di 14 è riuscita a salvarsi. Per lei le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche sui luoghi di lavoro.
A scatenare il rogo sarebbe stato un corto circuito. Le fiamme hanno avvolto tutto il sottotetto non lasciando scampo alle due vittime che erano a letto. La coppia, morta per asfissia, è stata trovata nuda ai piedi della finestra, segno inequivocabile del disperato tentativo di mettersi in salvo. Nella mansarda gli investigatori hanno contato due posti letto e diciassette taglia e cuci, mentre al piano di sotto, oltre a decine di sacchi di scarti tessili, altri tredici posti letto. Tutti quelli, è l'ipotesi investigativa, occupati dagli operai della confezione che avrebbero fatto in tempo ad allontanarsi prima dell'intervento dei soccorritori. Nessuna traccia di queste persone. La procura, che come altre volte in passato si trova davanti ad una indagine in salita, ha chiesto aiuto al Consolato cinese per risalire all'identità certa delle due vittime ma anche ai possibili testimoni della tragedia. La richiesta ufficiale è partita ieri e al momento di risposte non ne sono arrivate. Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi denuncia intanto il silenzio della comunità cinese: “Totale assenza della collaborazione delle istituzioni cinesi”, ha detto. Il muro di omertà è altissimo di fronte ad una “tragedia annunciata” per usare ancora le parole del procuratore. Un'indagine con, al momento almeno, poche certezze, a partire dalla lettera consegnata il 3 agosto dalla proprietaria dell'immobile all'inquilina per diffidarla a rimuovere entro trenta giorni le taglia e cuci, e un'infinità di punti interrogativi che gli accertamenti di questi e dei prossimi giorni potranno cominciare a sciogliere. La cinese indagata, ricoverata in ospedale per un principio di asfissia, ha solo detto che i due connazionali morti erano suoi ospiti da appena un giorno. Appena le condizioni di salute lo consentiranno, sarà chiamata a spiegare da quanto tempo era attiva la confezione, chi ci lavorava e soprattutto per chi lavorava. L'esame della documentazione sequestrata oggi potrà aiutare a fare chiarezza, a rintracciare i committenti del lavoro e a datare l'attività. 
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Val di Bisenzio

Data della notizia:  29.08.2017 h 17:44

 
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