01.09.2017 h 14:38 commenti

Tragedia Tignamica, in Comune a Vaiano fioccano le segnalazioni di sospette case-fabbrica

Dopo la morte di due operai nella mansarda distrutta da un incendio stanno arrivando dai cittadini le prime segnalazioni di situazioni sospette all'interno di appartamenti. Oggi, intanto, incontro tra il procuratore Nicolosi e il capo degli ispettori Asl Berti per stabilire nuove direttive sui controlli
Tragedia Tignamica, in Comune a Vaiano fioccano le segnalazioni di sospette case-fabbrica
Sono quattro-cinque le segnalazioni arrivate al Comune di Vaiano sulla presenza – vera o presunta lo diranno gli accertamenti – di macchine da lavoro all'interno di appartamenti abitati da cinesi. Lo ha detto il sindaco Primo Bosi. L'incendio che sabato 26 agosto ha distrutto la casa-fabbrica della Tignamica e provocato la morte di due operai, ha spinto i cittadini a denunciare o, per dirla come il procuratore Giuseppe Nicolosi, a collaborare. Una collaborazione fondamentale contro la “clandestinizzazione” delle ditte cinesi che si nascondono dentro le abitazioni dove il controllo è più difficile trattandosi di domicilio e come tale – lo dice la Costituzione – inviolabile. Ma se ci sono indizi di reato sufficienti a giustificare un mandato dell'autorità giudiziaria, ecco che forze dell'ordine e organi di vigilanza possono accedere anche contro la volontà di chi, proprietario o inquilino, vive nell'abitazione. Diverso, invece, il discorso quando si parla di luoghi di lavoro: qui l'accesso deve essere sempre consentito agli organi di vigilanza e chi lo nega commette un reato. La questione è spinosa e le interpretazioni sono diverse, ma è chiara la difficoltà e sono chiari i vincoli che rallentano l'azione di un controllo coatto che è altra cosa dal normale controllo che può esser fatto senza un mandato dell'autorità se chi occupa l'abitazione nella quale si sospetta lo svolgimento di attività illecite permette l'ingresso. Da qui l'appello ai cittadini alla massima collaborazione: segnalare il rumore di macchine per cucire o il carico e lo scarico di materiale da lavoro significa mettere in moto un controllo.
Intanto il procuratore Nicolosi ha incontrato oggi, venerdì 1 settembre, il capo degli ispettori Asl del progetto regionale “Lavoro sicuro” Renzo Berti a cui ha anticipato le nuove direttive in fatto di controlli nei capannoni e l'obiettivo è certamente una ulteriore stretta. Quanto alle indagini sulla tragedia della settimana scorsa, gli investigatori sono ancora in attesa di interrogare la cinese che è finita sul registro degli indagati per omicidio colposo plurimo e omissione delle cautele antinfortunistiche sui luoghi di lavoro. La donna, rimasta intossicata, è ancora ricoverata in ospedale. La procura si è presa qualche altro giorno di tempo per completare il quadro delle persone eventualmente “indagabili” e poi darà il via libera all'autopsia sulle due vittime.   
nt
 
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Data della notizia:  01.09.2017 h 14:38

 
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