18.09.2021 h 08:18 commenti

Tragedia sul lavoro, operaio muore schiacciato da un macchinario

E' successo in un'azienda del distretto tessile ai confini tra Prato e Campi Bisenzio. Per il 48enne, residente in città, non c'è stato niente da fare. Disposta l'autopsia. L'azienda: "Siamo a disposizione degli inquirenti".
Tragedia sul lavoro, operaio muore schiacciato da un macchinario
Ancora una tragedia sul lavoro nel distretto tessile di Prato. Stavolta è successo in via Donatello nel territorio di Campi ma ai confini con Prato. Ieri sera, 17 settembre, un operaio di 48 anni, Giuseppe Siino (foto seguente), residente a Prato, è morto dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario, un rullo.
L'azienda è tra le più grandi e strutturate in zona, l'Alma spa, specializzata in moquette, di proprietà di imprenditori pratesi, la famiglia Casini-Ranaldo. Il figlio Alessio Ranaldo è stato presidente di Confindustria Toscana. I dipendenti sono 120. Siino era uno di loro da quasi 20 anni. L'allarme è scattato attorno alle 21.30.  
Il 118 ha inviato sul posto un’ambulanza medicalizzata della Croce d’oro di Prato ma per l’operaio non c’è stato niente da fare. Lascia la moglie e una figlia di 13 anni. La donna ha appreso la terribile notizia quando non vedendo rientrare a casa il marito, che in caso di ritardo avvertiva sempre, si è recata in azienda a cercarlo.
Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale dell’Asl per effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’ennesima morte sul lavoro.
Secondo quanto accertato fino a ora, l'uomo, che era stato spostato nel reparto di agugliatura da poche settimane, stava lavorando al macchinario compiendo operazioni di routine quando ha infilato una mano tra i due cilindri e il rullo che lo ha quindi trascinato. In quel momento in reparto erano presenti una trentina di dipendenti giunti quasi alla fine del turno pomeridiano. C'era quindi, molta confusione e nessuno si è accorto di nulla fino a che il rullo a cui stava lavorando il 48enne si è improvvisamente fermato. E' quindi intervenuto il caporeparto che ha trovato il corpo del collega riverso sul macchinario. Non è escluso il malore ma è in corso la verifica delle protezioni del macchinario e del loro corretto funzionamento da parte dei tecnici del dipartimento di prevenzione. Aspetto questo, non secondario per l'accertamento di eventuali responsabilità penali. La Procura di Firenze ha disposto l'autopsia sul corpo dell'operaio. 

Attraverso il proprio avvocato, Olivia Nati, l’azienda ha diffuso un comunicato: “In questo momento di profondo dolore la proprietà e l’azienda sono vicine alla moglie e alla figlia, alle quali non faranno mancare ogni sostegno necessario anche in futuro. L’Alma rimane a disposizione degli Organi Inquirenti per tutti gli approfondimenti necessari a ricostruire la dinamica della disgrazia, consapevole che, da sempre, la società ha rivolto la massima attenzione ed ogni opportuno investimento per la tutela e la sicurezza dei propri lavoratori”

E' la sesta vittima in due settimane in Toscana. Per il distretto tessile il bilancio è pesantissimo: siamo alla terza tragedia in meno di un anno. Lo scorso maggio la nota vicenda di Luana D'Orazio e a febbraio quella di un altro giovanissio, Sabri Jaballah. La prima è morta dopo essere stata risucchiata da un orditoio a Montemurlo, il secondo è stato schiacciato da una pressa in un'azienda tessile di Montale.
Immediato l'intervento del sindaco di Prato, Matteo Biffoni: "Innanzitutto ci stringiamo alla famiglia dell'operaio, colpita da una tragedia che lascia tutti scossi", ha dichiarato il sindaco Matteo Biffoni. In Toscana secondo i dati dell'Inail dal 2016 al 2020 ogni settimana si è registrata una morte sul lavoro e da gennaio 2021 ad oggi 25 persone hanno perso la vita lavorando: "Numeri impressionanti, un'emergenza nazionale - aggiunge il sindaco -. Al di là dei singoli casi e delle cause sempre diverse, è evidente che serve una maggiore cultura per la sicurezza sui luoghi di lavoro".
Per il presidente della Toscana Eugenio Giani: “Gli investimenti, i controlli e le sanzioni devono diventare la nostra ossessione. Siamo di fronte ad un’emergenza nazionale. Dobbiamo accelerare l’impegno e arrivare a risultati concreti. Basta parole- conclude Giani-, occorre lavorare pancia a terra sulla prevenzione a tutti i livelli: assieme alle parti sociali e alle istituzioni locali, con le scuole e le aziende sanitarie, intervenendo con investimenti, controlli e sanzioni e fornendo alle imprese strumenti per investire di più e meglio nella sicurezza”.
La Cgil di Prato chiede un patto territoriale per la sicurezza: «Non può essere e non si invochi la fatalità – afferma il segretario generale della Camera del Lavoro di Prato, Lorenzo Pancini –. Chi ha il compito di farlo accerterà eventuali responsabilità o negligenze, ma se siamo al terzo lavoratore che in nove mesi muore sul lavoro, se come cinquant’anni orsono si continua a morire per schiacciamento, è evidente che c’è stato un abbassamento nei livelli di sicurezza, è evidente che la ripresa ha imposto ritmi per cui i macchinari devono sempre girare e non bloccarsi, è evidente che i sistemi di sicurezza degli stessi macchinari non sono pienamente attivati. Tutto ciò è ancor più inaudito e insopportabile, considerando il livello raggiunto dalle tecnologie, anche per quanto riguarda la sicurezza delle macchine industriali. Il sindacato con patti e protocolli ha fatto, durante l’emergenza pandemica, un grande lavoro sulla sicurezza per consentire alle imprese di restare aperte. Cgil, Cisl e Uil Prato – chiude il segretario generale Pancini – hanno avanzato una “piattaforma unitaria” per “un patto territoriale” per “la salute e la sicurezza sul lavoro”, da sottoscrivere con le associazioni datoriali. La disponibilità c’è stata, è arrivato il momento di dare vita a quel patto, di mettere in campo misure che accrescano la sicurezza e prevengano gli incidenti. Si deve investire in formazione, nell’addestramento e nella qualità professionale dei lavoratori, si deve investire in sicurezza. Solo in questo modo si contribuirà ad arrestare questa dolorosa sequenza di tragedie. Il lavoro, anche nel nostro tempo, è riscatto, emancipazione, non dovrebbe mai associarsi alla morte. E’ anche per questa ragione, per ribadire il senso profondo del lavoro, che siamo in piazza con gli operai della Gkn, per contrastare la sua svalutazione, per cui si licenzia con un messaggio o si è vittima di un incidente mortale».
Per Annalisa Nocentini, segretaria generale della Uil Toscana: “Lo ribadiamo ancora una volta: servono strumenti idonei ed efficaci per condurre una battaglia che assume i contorni di una vertenza nazionale. Governo e istituzioni devono mettere in campo ogni sforzo per fermare uno stillicidio quotidiano indecente che si consuma nell’indifferenza generale”.

Al link l'intervento di Confindustria Toscana nord.
 
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Data della notizia:  18.09.2021 h 08:18

 
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