26.08.2017 h 14:51 commenti

Tragedia sul lavoro, l'indignazione delle istituzioni: "Situazione intollerabile, basta piangere morti sul lavoro"

Il sindaco Bosi lancia un appello ai cittadini e agli affittuari: "Denunciate le situazioni sospette alla polizia municipale. Vaiano è un fazzoletto di terra che fino ad ora è stato sotto controllo". Lo stabile è stato controllato nel 2011
Tragedia sul lavoro, l'indignazione delle istituzioni: "Situazione intollerabile, basta piangere morti sul lavoro"
Brusco risveglio questa mattina per Vaiano dove alle prime ore di oggi 26 agosto, in località la Tignamica sono morte per asfissia due trentacinquenni, un uomo e una donna di origine cinese, in seguito ad un incendio che si è sviluppato in un appartamento adibito a laboratorio/dormitorio in via Val di Bisenzio (leggi). La struttura era stata controllata nel 2011, quando nella parte adibita a magazzino erano state trovate anomalie, poi risanate, mentre l’appartamento al primo piano è stato controllato nel 2013, nessuna verifica fatta nella mansarda dove hanno trovato la morte i due trentacinquenni.
“ Quattro anni fa i controlli sono stati negativi – ha spiegato il sindaco Primo Bosi- ora all’anagrafe risultano residenti in questo stabile 13 persone, un numero compatibile con i tre appartamenti iscritti al catasto”.
Tra il 2015/17 il Comune di Vaiano, insieme alle squadre interforze, ha controllato 20 ditte gestite da cinesi. “Questa volta, invece, si tratta di un appartamento – precisa Bosi – chiedo quindi ai cittadini e agli affittuari di segnalare alla polizia municipale eventuali sospetti. Non ero assolutamente al corrente della lettera di diffida inviata dalla proprietaria agli affittuari, che comunque è stata spedita il 3 agosto”.
A dare l’allarme dell’incendio, questa mattina verso le 5, Antonia Confetti, la vicina di casa svegliata dal rumore dei vetri infarti e da quello delle fiamme che stavano ormai divorando l’appartamento all’ultimo piano. “I vigili del fuoco sono arrivati velocemente altrimenti qui non sarebbe rimasto nulla. Ho avuto tanta paura – racconta – ora sono stanca e ho mal di testa. Questa mattina ho visto molti cinesi per strada e anche passanti che si sono fermati per vedere cosa stesse succedendo”.
Un secondo allarme al 115 sembra che sia arrivato anche dalla famiglia di origine cinese che abita, con regolare contratto di affitto, l’altra parte dell’immobile. La presenza dei cittadini orientali era nota a tutti. “Sono ragazzi tranquilli – racconta il gestore del Coffe Bar – direi che la situazione è sempre stata sotto controllo”. Nessuno degli abitanti della zona ha mai sospettato di niente, nonostante all’ interno dell’appartamento sembra ci fossero 17 macchine taglia e cuci e in quello vicino dormissero almeno 20 persone.
Anche i sindacati intervengono su quanto accaduto alla Tignamica  "Dove i contorni tra lavoro e vita sono labili mentre quelli della illegalità sono evidenti – commenta Mirko Zacchei segretario Femca Cisl Prato- Firenze - i problemi sono di tutti,non solo le conseguenze.
Una tragedia evitabile: ricordiamolo ancora una volta,soprattutto a chi avrebbe potuto non girare la testa dall'altra parte'.
Dura la denuncia di Massimiliano Brezzo segretario Filctem-Cgil.“Continuiamo a riproporre di contrastare questo sistema con la stessa ricetta da anni: quelle postazioni all’interno dell’abitazione erano sicuramente alimentate con tessuti tinti e stampati illegalmente nel nostro territorio, in aziende perfettamente visibili e con rapporti di lavoro chiaramente illegali. Speriamo che questa nuova tragedia, che vede ancora delle persone vittime di un sistema che, oltre ad essere illegale, è palesemente assassino, induca chi di dovere ad affrontare il problema nelle forme, negli orari e nei giorni opportuni, nelle aziende di stamperia e di tintoria, al fine di impedire che queste abitazioni-laboratorio possano essere rifornite del materiale da confezionare. Questa è, e resta, per noi, l’unica possibilità di far sì che le vittime odierne siano le ultime”.
Cordoglio da parte del Vescovo Franco Agostinelli:  “Piangiamo due morti, deceduti in circostanze drammatiche tra le nostre case. La morte di due cittadini cinesi ci ricorda che siamo tutti uguali, nella comune umanità, di qualunque colore sia la pelle. Le cause dell'incendio che ha interessato l'abitazione a La Tignamica sono ancora in corso di accertamento. Si ripropone in ogni caso la promiscuità tra abitazioni e laboratori di confezione, gestiti perlopiù da cittadini di origine cinese, ancora gravemente diffusa nei nostri quartieri”.
 “La tragedia che si è consumata questa mattina alla Tignamica – spiega il vice sindaco di Prato Simione Faggi - anche se maturata in un contesto molto diverso, ci fa ripiombare nel clima drammatico dei fatti della Teresa Moda del 2013. L’incidente di stamani ci convince che è necessario continuare sulla strada dei controlli e delle verifiche su cui ci siamo impegnati in questi ultimi anni”,
“Purtroppo è successo anche nelle abitazioni, così come ho preannunciato diverse volte un disastro simile – ricorda Aldo Milone capogruppo Prato Libera e Sicura - . Recentemente ho detto, per l'ennesima volta, che il lavoro degli Ispettori della Regione andava indirizzato verso le abitazioni perché avevano più facilità di accesso in quanto erano titolari di quei compiti quali il controllo delle condizioni igieniche-sanitarie. Mi dispiace di essere stato un profeta di questa immane tragedia”.
“Ritengo del tutto inadeguato l'attuale sistema di contrasto a questo annoso problema - afferma Patrizia Ovattoni, segretario provinciale della Lega Nord -. Se le illegalità da parte di questa comunità orientale hanno continuato a persistere nel tempo significa che, molto probabilmente, non sono stati adottati gli opportuni e necessari interventi. Qui occorre l'intervento dello Stato centrale attraverso la messa a disposizione di un congruo numero di unità delle forze dell'ordine in modo da istituire, in via straordinaria, dei gruppi interforze per poi effettuare controlli continui e serrati a magazzini, fabbriche ed abitazioni in uso a cittadini cinesi”. 
alessandra agrati 
 
Edizioni locali collegate:  Val di Bisenzio

Data della notizia:  26.08.2017 h 14:51

 
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