24.03.2016 h 17:40 commenti

Tragedia di via Ciulli, il perito: "Ecco come sono annegate le tre donne"

Nuova udienza del processo per la morte delle tre donne cinesi la notte del 5 ottobre 2010. Quattro gli imputati per omicidio colposo plurimo. Centrale, oggi, la questione della classificazione del Vella
Tragedia di via Ciulli, il perito: "Ecco come sono annegate le tre donne"
Il livello dell'acqua saliva di 80 centimetri al minuto, il tombino sotto la linea ferroviaria, vecchio e di dimensioni ridotte, non ha retto all'apporto di 5 metri cubi d'acqua al secondo, il sistema delle fognature è andato in crisi e alla fine c'è stato il rigurgito che ha completamente allagato il sottopasso di via Ciulli inghiottendo l'auto che lo stava attraversando e uccidendo le occupanti.
E' la fotografia della tragedia che la notte del 5 ottobre 2010 costò la vita a tre donne cinesi. Oggi, giovedì 24 marzo, nuova udienza del processo che vede sul banco degli imputati, accusati di omicidio colposo plurimo con diversi profili di responsabilità, quattro persone: Lorenzo Frasconi, all'epoca dirigente del Servizio mobilità del Comune difeso dall'avvocato Olivia Nati, Sandro Gensini, direttore generale di Asm difeso da Mauro Cini e Alessandro Gattai, il direttore dei lavori del sottopasso Stefano Caldini assistito dall'avvocato Sigfrido Fenyes, il dipendente di Trenitalia Paolo Berti difeso dagli avvocati Filippo Cei e Valerio Valignani. In aula, davanti al giudice Luca D'Addario e al pubblico ministero Lorenzo Gestri, è tornato il perito del tribunale Renzo Bessi, lo stesso a cui il Comune ha affidato il progetto di messa in sicurezza per la riapertura del sottopasso ancora sotto sequestro.

Vella, torrente o fogna? E' uno dei quesiti su cui è stata spesa gran parte dell'udienza di oggi. Il perito ha chiarito che “seppure il Vella avesse anche funzioni di fognatura, è sempre rimasto formalmente un torrente naturale, dunque acqua pubblica, perché non ci sono atti conclusi che lo abbiano trasformato sulla carta in una fogna”. L'ingegner Bessi ha ricordato che tra il 1979 e il 1985 il torrente è stato oggetto di tombamento a valle del sottopasso, autorizzato dal Genio civile, e che un tratto di condotto fognario fu spostato in seguito ai lavori per la realizzazione dell'infrastruttura senza questa volta l'autorizzazione. Il perito ha anche ricordato i due progetti proposti dal Comune per sganciare dal torrente il bacino di monte e procedere in questo modo alla riclassificazione in fogna: “Uno prevedeva di deviare le acque verso il Bisenzio e l'altro, il più recente, prevedeva la realizzazione di una cassa di espansione a Galcetello e una deviazione verso lo Iolo Bardena. Dal 1974 al 2010 il Comune – ha aggiunto Bessi – ha chiesto più volte all'autorità competente, Genio civile e Provincia, di classificare il corso d'acqua come fognatura, nel 2010 la Provincia ha rigettato affermando che il Vella è acqua pubblica”.
Il pubblico ministero Gestri ha chiesto se i progetti del Comune avevano anche l'obiettivo di ridurre il rischio idraulico. Risposta: “Sì”. E' anche emerso che per la realizzazione del sottopasso era stato previsto per il “capitolo idraulico” solo “l'impianto di captazione e sollevamento dell'acqua piovana sulle rampe”.
Sottopasso in regola o abusivo? Questione di interpretazione: stamani è stato detto che la realizzazione fu autorizzata da tutti gli enti competenti, mentre non è così per l'accusa che sostiene che l'opera fu costruita senza l'autorizzazione del Genio civile, unico ente preposto alla valutazione dell'impatto idrico. Un'opera mai sanata, motivo questo che ha determinato la bocciatura della prima richiesta di dissequestro presentata dal Comune.
Cinque allagamenti in 17 anni. Il primo nel 1996, l'ultimo nel 2013. Il nubifragio del 5 ottobre 2010 è stato considerato eccezionale, di quelli che accadono ogni 50 anni minimo. C'è un però: l'udienza di oggi ha detto che lo stato tecnico del sottopasso era tale da riprodurre l'allagamento anche senza una pioggia eccezionale.
Sottopasso, un gestore dietro l'altro. Ha cominciato Consiag nel 1998, poi è subentrata Publiacqua e a giugno 2010, quattro mesi prima della tragedia, la gestione è passata ad Asm.
Diverso il discorso per le fognature: a rilasciare le autorizzazioni a scaricare nel Vella era la Provincia, subentrata nel 1998 al Genio civile.  

 
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Data della notizia:  24.03.2016 h 17:40

 
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