12.06.2018 h 15:48 commenti

Topi, muffa e infiltrazioni, il Tribunale è ai limiti dell'agibilità: "Rischiamo di finire come a Bari"

Assemblea congiunta di magistrati, dipendenti e avvocati per denunciare lo stato di grave degrado in cui versa il palazzo di giustizia. Tante le criticità che si ripercuotono sulla salubrità degli ambienti con rischi per la salute di chi ci lavora e lo frequenta
Topi, muffa e infiltrazioni, il Tribunale è ai limiti dell'agibilità: "Rischiamo di finire come a Bari"
Una magagna dietro l'altra. E' corposo l'elenco delle criticità del Palazzo di giustizia. Criticità strutturali perché manca la manutenzione ordinaria e straordinaria, criticità sotto il profilo della sicurezza perché gli ingressi non sono controllati, criticità che si ripercuotono sulla salubrità degli ambienti con rischi per la salute di chi ci lavora e lo frequenta.
L'elenco è stato aggiornato oggi, martedì 12 giugno, nel corso dell'assemblea convocata anche a Prato sulla scorta delle direttive dell'Associazione nazionale magistrati che dopo Bari, dove il tribunale è stato dichiarato inagibile con i processi spostati in una tendopoli, ha chiesto di fare il punto su tutti gli uffici giudiziari. Quello di Prato è un malato grave. Lo hanno detto tutti: il presidente del tribunale Francesco Gratteri, il procuratore Giuseppe Nicolosi, il presidente di sezione Silvio De Luca, i rappresentanti dell'avvocatura, dei sindacati e del personale.

Problemi a non finire: malfunzionamento dell'impianto di condizionamento e riscaldamento, spazi insufficienti, mancanza di metal detector, topi che scorrazzano avanti e indietro, controsoffitti pericolanti, infiltrazioni d'acqua, ascensori perennemente fuori uso, arredi disfatti, servizi igienici degradati, uffici chiusi a causa dell'aria irrespirabile. Forse il Palazzo di giustizia messo peggio in Toscana.

Il presidente provinciale dell'Anm Lorenzo Gestri trasmetterà alla Giunta sezionale toscana, di cui è segretario il suo collega Francesco Sottosanti, il verbale dell'assemblea che finirà poi all'attenzione della Giunta esecutiva centrale il cui compito sarà quello di esaminare la panoramica complessiva dello stato di salute dei palazzi di giustizia italiani.

Il presidente Gratteri ha rimproverato il ministero della Giustizia di indifferenza: “C'è una sostanziale incomunicabilità – ha detto – non arrivano risposte alle nostre esigenze, non riceviamo riscontri di nessun tipo. Ho inoltrato la richiesta di fornitura di sedie: zero. Speriamo in una inversione di tendenza”. Da un punto di vista della sicurezza, invece, qualcosa si sta muovendo perché il ministero delle Finanze ha stanziato 350mila euro per l'installazione dei metal detector. “Dopo l'estate – ha annunciato Gratteri – verrà affidata l'esecuzione dei lavori. E' invece un po' più indietro l'iter per l'intervento sull'antincendio che ci consentirà di ottenere il certificato: il ministero della Giustizia ha finanziato il lavoro con un milione 100mila euro e tra settembre e ottobre sarà pronto il progetto esecutivo”.
Qualche segnale arriva, ma è poco per un Palazzo di giustizia che i suoi anni se li porta molto male a causa della totale assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria.
“La burocrazia è soffocante – ha detto il procuratore Nicolosi – le risposte che arrivano da chi deve provvedere non hanno la rapidità che invece sarebbe necessaria. Ci muoviamo su un percorso accidentato. La mia stanza è la più calda di tutta Prato, per esempio. Tiro avanti con un ventilatore ma a forza di accendere ventilatori si crea sovraccarico della rete con le conseguenze facilmente immaginabili”. I problemi in procura sono dati anche dagli spazi insufficienti con stanze di piccole dimensioni che ospitano anche 4-5 postazioni di lavoro. “Non abbiamo una stanza da dedicare, come prevede la riforma, all'ascolto delle intercettazioni – ha aggiunto il procuratore – dovremmo sacrificare l'ufficio di due persone ma poi mancherebbe il posto per loro”.
Il presidente dell'Ordine degli avvocati Lamberto Galletti ha tirato le orecchie al Comune: “In qualità di proprietario dell'immobile che percepisce qualche milione di affitto, dovrebbe farsi carico almeno della manutenzione straordinaria”. Ricorrente quella che vuole essere una battuta ma rappresenta un'amara verità: “Che può pensare il cittadino che viene a rispondere di reati inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro quando vede come sono ridotti gli ambienti e gli arredi del nostro Palazzo di giustizia”?
Il 25, 26 e 27 giugno gli avvocati hanno proclamato l'astensione dal lavoro per protestare contro “l'indecoroso problema di Bari e più in generale delle strutture giudiziarie italiane”.
“Nel 2018 non possiamo avere paura di venire a lavorare perché nelle nostre aule e nei nostri uffici può entrare chiunque – le parole del sostituto procuratore Francesco Sottosanti – soprattutto se si tiene conto che abbiamo a che fare con la parte più dolente della società, e non possiamo venire a lavorare con il rischio di stare male per le condizioni in cui versano i luoghi nei quali prestiamo servizio”.
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  12.06.2018 h 15:48

 
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