25.10.2020 h 12:14 commenti

Tamponi ancora a rilento, continuano le proteste e le segnalazioni di disservizio

Una ragazza chiusa in casa da più di dieci giorni senza ancora l'esito dopo aver accusato un semplice mal di testa in classe. Una donna costretta a rinunciare al volo pagato 2mila euro per un referto che non arriva
Tamponi ancora a rilento, continuano le proteste e le segnalazioni di disservizio
Continuano le segnalazioni da parte dei lettori per la questione dei "tamponi lumaca". L'alto numero di test eseguiti, i problemi di approvvigionamento dei materiali per il laboratorio del Santo Stefano e, probabilmente, una macchina che si è fatta trovare impreparata, stanno mettendo a dura prova la resistenza di centinaia di famiglie pratesi, con danni che non sono solo morali ma spesso anche materiali. 
E' il caso, ad esempio, segnalato da Nazzareno Salvadori, la cui figlia è entrata nel protocollo Covid a causa di un mal di testa accusato mentre era a scuola. "Una volta fatto il tampone la domenica 18, dopo circa 2 ore di fila - spiega il babbo -, ad oggi sabato 24 ottobre, ancora il risultato non è arrivato. La figliola fortunatamente già dal pomeriggio stesso in cui è stata rimandata a casa sta bene, è bastato fare un solo aerosol per far passare il mal di testa, ma la mia domanda è un'altra: io lavoro in un supermercato, mia moglie anche, l'altra figlia 14enne frequenta un liceo a Pistoia e ovviamente noi abbiamo fatto in questo periodo vita normalissima. E se alla fine si scoprisse che mia figlia era positiva e asintomatica?".
E la situazione non cambia per chi decide di fare il tampone a pagamento, dove al danno si aggiunge anche la beffa di aver speso i soldi. Come successo alla zia di un'altra nostra lettrice, Jessica Wang: "Mia zia ha appena perso un aereo per la Cina e un biglietto che gli è costato 2 mila euro - dice -. Tutto per colpa del laboratorio privato dove le avevano assicurato massimo 48 ore per il referto. Mia zia ha fatto il tampone il 21 mattina alle 10:25 e sabato 24 ottobre ancora non aveva ricevuto niente. Risultato: non ha potuto prendere il volo e non potrà nemmeno farsi rimborsare il biglietto. Posso capire che ultimamente ci sono tanti tamponi da analizzare, ma non si può rassicurare la gente con delle bugie. A noi questo scherzetto è costato duemila euro di biglietto più i soldi del tampone che a questo punto non serve più".
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  25.10.2020 h 12:14

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 
 

Digitare almeno 3 caratteri.