12.10.2017 h 12:00 commenti

Swap Comune di Prato, la procura ricorre in appello: "L'ente fu truffato da Dexia"

Depositato il ricorso contro l'assoluzione del funzionario dell'istituto di credito con cui il Comune stipulò una serie di contratti a partire dal 2002 per ristrutturare un debito altissimo che rischiava di andare fuori controllo. L'accusa insiste sul reato di truffa
Swap Comune di Prato, la procura ricorre in appello: "L'ente fu truffato da Dexia"
La procura di Prato ha depositato oggi, giovedì 12 ottobre, il ricorso contro la sentenza che ha assolto dall'accusa di truffa Riccardo Sommavilla, il responsabile commerciale di Dexia Crediop, l'istituto di credito con cui il Comune di Prato a partire dal 2002 (sindaco Fabrizio Mattei) stipulò una serie di contratti swap per ristrutturare un debito da 177 milioni di euro che, con l'impennata dei tassi di interesse, rischiava di andare fuori controllo. Il pm Laura Canovai, che ha ereditato l'inchiesta dal collega Antonio Sangermano nominato nei mesi scorsi capo della procura dei minori di Firenze, ha messo nero su bianco le ragioni che l'hanno convinta ad appellare la sentenza di primo grado emessa dal giudice Monica Jacqueline Magi lo scorso 31 maggio che ha assolto il funzionario di Dexia e ordinato la trasmissione degli atti alla procura per valutare se l'ex ragioniere capo del Comune Graziella De Castelli, sentita come testimone nel corso del dibattimento, si sia resa responsabile di falsa testimonianza o di un altro reato. In aula De Castelli, poi passata alla Corte dei Conti, disse di saperne poco o nulla di swap e derivati. Una posizione contestata dal tribunale e, invece, di nuovo avvalorata dalla procura che insiste sul fatto che la dirigente non aveva grandi competenze sugli strumenti finanziari proposti da Dexia e che, dunque, l'istituto di credito strumentalizzò quelle scarse conoscenze a suo favore. Non solo: a differenza di quanto sostenuto dal tribunale, la procura continua a dire che il Comune ha subito un danno economico dall'operazione swap. Argomenti puramente tecnici che saranno dibattuti nel processo di secondo grado. Sarà di nuovo braccio di ferro tra accusa e difesa dopo la valanga di udienze del primo grado che si era chiuso con la richiesta di condanna del pm Sangermano a un anno e 8 mesi di reclusione per Sommavilla e al pagamento di una sanzione di 5 milioni per Dexia; gli avvocati della difesa, Massimiliano Danusso e Luigi Panella, avevano invece invocato l'assoluzione. Una vicenda complicata quella dei contratti derivati a cui, in passato, hanno fatto ricorso molti enti alle prese con uno stato di forte necessità economica. Il Comune di Prato si rivolge a Dexia e si impegna a corrispondere il 4,90 per cento di interesse e questo succede poco prima del crollo dei tassi. Per fermare l'emorragia di denaro pubblico, nel 2010 l'allora sindaco Roberto Cenni annulla in autotutela le delibere relative ai contratti Swap. Dexia, risponde rivolgendosi all'Alta Corte di Londra che in primo grado dà ragione al Comune e, in appello, ribalta la sentenza validando i contratti e condannando l'ente a sborsare quasi 15 milioni di euro. 
Anche il Comune di Prato, che si era costituito parte civile, si è appellato, assistito dall'avvocato Manuele Ciappi. 
nt
 
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Data della notizia:  12.10.2017 h 12:00

 
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