11.03.2019 h 21:04 commenti

Svolta dal Dna: è il ragazzino il padre del bambino avuto dalla donna accusata di violenza sessuale su minore

Lunga deposizione (poi secretata) della donna davanti ai pm che indagano. L'esame dei tamponi prelevati al neonato avrebbe dato la conferma a quanto sostenuto dalla famiglia della vittima
Svolta dal Dna: è il ragazzino il padre del bambino avuto dalla donna accusata di violenza sessuale su minore
La svolta è arrivata nella tarda serata di lunedì 11 marzo, al termine di una giornata lunghissima e difficilissima per l'inchiesta della procura di Prato che ha indagato una donna di 35 anni per atti sessuali con un ragazzino al quale dava ripetizioni. L'esame del dna ha confermato che il padre del bambino che la trentacinquenne ha partorito la scorsa estate è proprio lo studente che oggi ha 15 anni. Il test, dunque, ha confermato la denuncia presentata dai genitori del giovane. La donna, che lavora nel settore sanitario e che si occupa di ripetizioni nel tempo libero, ieri si è presentata davanti ai sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli per rilasciare dichiarazioni spontanee. Accompagnata dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri e dal marito, ha parlato per tre ore e ha raccontato la sua versione dei fatti. Il verbale è stato secretato dal procuratore Giuseppe Nicolosi che, insieme al capo della Mobile Gianluca Aurilia, ha partecipato all'incontro. Gli avvocati hanno annunciato che chiederanno alla procura di sentire lo studente per andare oltre la denuncia scritta. Potrebbe profilarsi un incidente probatorio ma è presto. La procura si limita a dire al momento che valuterà la richiesta dei difensori.
I genitori del quindicenne, seguiti dall'avvocato Roberta Roviello, sono stati convocati in questura ma non è chiaro se per comunicazioni ufficiali o se per essere sentiti come persone informate sui fatti. Gli accertamenti della Squadra mobile vanno avanti a ritmo serrato e c'è attesa per l'ulteriore test del dna che dovrà confermare il risultato arrivato dall'esame dei campioni prelevati lo scorso venerdì sulla donna, sullo studente e sul neonato.
Gli avvocati Alfano e Nistri non rilasciano dichiarazioni dopo quelle della mattina all'uscita dalla procura dove hanno fatto tappa per chiedere – e ottenere – che la loro assistita venisse sentita prima possibile dai magistrati senza i condizionamenti dell'esito del dna. “Il verbale è stato secretato – l'unico commento – non possiamo dire niente. Confermiamo la volontà di collaborare e chiediamo riservatezza perché in questa vicenda ci sono da tutelare”.
All'esame il telefonino della trentacinquenne, acquisito dalla polizia venerdì scorso quando è stato notificato l'avviso di garanzia. I suoi avvocati, sempre ieri mattina, avevano parlato di “telefonino intoccato” e dunque utile a fare massima chiarezza: “Gli investigatori potranno apprezzare a 360 gradi le conversazioni che contiene”. Acquisita anche la cartella della maternità.
 
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Data della notizia:  11.03.2019 h 21:04

 
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