19.03.2017 h 09:31 commenti

Stop alle udienze, gli avvocati incrociano le braccia per protestare contro la riforma del processo penale

Una settimana di sciopero contro il disegno di legge appena approvato dal Senato. La Camera penale di Prato critica il voto di fiducia ad una riforma così importante e sottolinea criticità e paradossi relativi a prescrizione, innalzamento delle pene e videoconferenza per gli imputati. "Inauguriamo una nuova stagione di protesta che andrà avanti se non arriveranno segnali di ripensamento"
Stop alle udienze, gli avvocati incrociano le braccia per protestare contro la riforma del processo penale
Stop alle udienze e a qualsiasi attività difensiva penale dal 20 al 24 marzo. Anche la Camera penale di Prato partecipa alla mobilitazione che culminerà giovedì 23 in una manifestazione nazionale a Roma per protestare contro il disegno di legge appena approvato dal Senato sulla riforma del processo penale. Non è solo una questione di contenuti: “Per la prima volta nella storia della Repubblica – si legge in un comunicato a firma dell'avvocato Eugenio Zaffina, presidente della Camera penale di Prato – una riforma di così ampia portata riguardante il settore della repressione penale che investe fondamentali diritti dei cittadini, viene approvata con voto di fiducia, impedendo al Parlamento di discutere adeguatamente su temi che da mesi sono oggetto di acceso dibattito nella società civile e tra gli operatori del settore”. La Camera penale mette l'accento su quello che definisce un paradosso: “Il ddl, il cui titolo richiama il rafforzamento delle garanzie difensive e la tutela della ragionevole durata dei processi, accanto ai molteplici interventi di natura eterogenea, alcuni dei quali apprezzabili ed anche apertamente sollecitati dall'Unione Camere penali, si caratterizza per altri interventi che invece rappresentano un gravissimo pregiudizio proprio per i valori costituzionali enfaticamente richiamati dal titolo. L'indiscriminata previsione di lunghi periodi di sospensione della prescrizione in coincidenza con l'evolversi delle fasi processuali prefigura una sistematica ed abnorme dilatazione dei già lunghissimi tempi necessari per giungere alla pronuncia definitiva, trasformando il processo in un interminabile calvario per i soggetti coinvolti, umiliando incivilmente accusati e vittime e soprattutto la Giustizia, il cui verdetto finale è già oggi troppo spesso relegato al rango di mera formalità, a fronte dell'enfasi che viene tributata ai provvedimento cautelari e alla formulazione dell'accusa”. Entrando ancor più nel dettaglio della riforma, il riferimento è allo strumento della videoconferenza: “In omaggio a presunte esigenze di speditezza e di risparmio – continua il comunicato – rischia di diventare di fatto la modalità ordinaria di partecipazione al processo di tutti gli imputati in stato di detenzione, in palese spregio ai pronunciamenti della Corte europea dei diritti dell'uomo secondo cui una simile compressione e mortificazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio può giustificarsi esclusivamente quando occorra tutelare interessi di pari rango come la pubblica incolumità e la sicurezza dei cittadini”. Inevitabile l'accento sul capitolo pene: “Assistiamo a un innalzamento delle pene previste per molti reati, ispirato demagogico populismo giudiziario che nulla ha a che vedere con una razionale politica criminale e prelude ad una nuova esplosione della mai risolta emergenza del sovraffollamento carcerario che ha determinato pochi anni fa la condanna dell'Italia per violazione del divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti. E ciò, per somma irragionevolezza, convive con una delega normativa che vorrebbe favorire l'accesso alle misure alternative alla detenzione e l'avvio di importanti interventi di giustizia riparativa che è facile immaginare compromessi dall'ennesimo sussulto repressivo”.
La Camera penale di Prato invita tutti gli iscritti ad aderire all'astensione e ha convocato un'assemblea urgente per domani, lunedì 20 marzo. “Inauguriamo – conclude Zaffina – una stagione di protesta che proseguirà con altre iniziative se non ci saranno segnali di ripensamento”. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  19.03.2017 h 09:31

 
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