03.09.2018 h 10:20 commenti

Stadio, eseguito lo sfratto forzoso dell'Ac Prato dal Lungobisenzio

Gli incaricati del Comune si sono presentati con la polizia municipale e hanno sfondato il cancello dell'impianto che la società biancazzurra avrebbe dovuto restituire il 20 agosto scorso
Stadio, eseguito lo sfratto forzoso dell'Ac Prato dal Lungobisenzio
L’Ac Prato è stato cacciato dallo stadio Lungobisenzio. Alle 10 di oggi, lunedì 3 settembre, il Comune si è presentato al cancello e, scaduto il quarto d’ora accademico, ha forzato la serratura e si è ripreso l’impianto con la forza dopo la mancata riconsegna dello scorso 20 agosto. Assente il patron Paolo Toccafondi, assenti i suoi avvocati e collaboratori: nessun ricorso al Tar, nessuna opposizione, nessuna mossa per tentare di annullare o posticipare lo sfratto. L'operazione si è svolta sotto lo sguardo curioso di pochi tifosi, tutti della prima ora. Tra dirigenti, avvocati, personale dei settori Sport e Lavori pubblici, agenti della Municipale e fabbri, il Comune ha impegnato più di venti persone. Una volta aperto il cancello principale, è partita la procedura prevista in questi casi: constatazione dello stato di consistenza e manutenzione dell'impianto, inventario dei beni mobili, sigilli e cambio della serratura di tutti gli accessi.
Il Comune ha fatto valere la rinuncia alla gestione del Lungobisenzio che Toccafondi ha consegnato a maggio quando l'unico orizzonte possibile per il futuro del Prato era la cessione. Cessione che non c'è mai stata nonostante intere settimane di trattative, di impegni preliminari con l'avvocato italo-canadese Joseph Romano che da oltreoceano e tramite i suoi emissari ha sventolato documenti con l'interesse – nero su bianco – a diventare il nuovo proprietario della società. Tutto questo mentre a Prato, col passare dei giorni, si consumava lento ma inesorabile lo strappo tra il sindaco Biffoni e il patron Toccafondi fino alla revoca della disponibilità dello stadio che ha fatto saltare prima il ripescaggio in serie C e poi l'accordo con Romano che mai è stato interessato ad una squadra del campionato dilettanti.
E' la fine di un lungo pezzo di storia, la fine del Prato al Lungobisenzio, la fine del rapporto quarantennale tra la famiglia Toccafondi e il Comune. Una fine ingloriosa per tutti, segnata dagli schiaffi: lo schiaffo a Paolo Toccafondi letteralmente cacciato dallo stadio, lo schiaffo di Toccafondi al sindaco con la denuncia che ipotizza l'abuso d'ufficio, lo schiaffo del sindaco che ha replicato con un esposto che, invece, ipotizza la tentata truffa.
Esaurito il capitolo amministrativo e in attesa che il Tar decida se il futuro del Prato è serie C o serie D, resta lo strascico penale con il procuratore Nicolosi che ha aperto un'inchiesta al momento senza indagati. La sensazione è che le idee siano già chiare su tutta la vicenda e che il puzzle sulla scrivania del procuratore sia già completo.
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  03.09.2018 h 10:20

 
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