07.05.2021 h 11:46 commenti

Sindacati e lavoratori in piazza per ricordare Luana: "Intollerabile morire sul lavoro"

Il presidio in piazza delle Carceri si è svolto in contemporanea con lo sciopero di quattro ore. Sul palco anche la madre di Sabri, l'operaio 23enne morto a febbraio: "Non siamo in guerra". Presente anche il presidente della Regione Eugenio Giani
Sindacati e lavoratori in piazza per ricordare Luana: "Intollerabile morire sul lavoro"
'Morire di lavoro oggi non solo è inconcepibile, è intollerabile'. La frase domina piazza delle Carceri dove oggi, 7 maggio, il mondo sindacale e i lavoratori di tante realtà toscane si sono dati appuntamento per chiedere alle istituzioni maggiori investimenti in sicurezza.
Il segretario generale della Camera del Lavoro Lorenzo Pancini non fa giri di parole. "E' arrivato il momento di smettere con le lacrime di coccodrillo e di essere pronti a intervenire solo quando avvengono queste tragedie. E' necessario investire sulla sicurezza continuamente che significa più risorse per chi fa vigilanza ma anche per la prevenzione, ma significa anche trovare quei meccanismi che obbligano i datori di lavoro ad applicare il testo unico sulla sicurezza".
Dura anche la segretaria della Uil Toscana, Annalisa Nocentini: "Abbiamo la sensazione che dovremo rilottare per riacquisire quei diritti che pensavamo acquisiti".
Per i sindaci di Prato e di Montemurlo, lo Stato deve intervenire potenziando gli organici degli enti deputati ai controlli e investendo in formazione. 
Presente alla manifestazione anche Si Cobas e gli ex lavoratori della Texprint che hanno avvicinato il presidente Giani per chiedergli un incontro sulla questione. Si sono poi spostati davanti alla Prefettura per attendere il ministro Orlando, a Prato proprio per fare il punto sullo stato di salute della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Anche i lavoratori di Corneliani di Mantova, usciti positivamente da una lunga battaglia per salvare l'azienda, hanno voluto essere presenti ala giornata di oggi perchè il sacrificio di Luana e Sabri non sia vano: "Nessuno si salva da solo. C'è bisogno dell'aiuto di tutti per far finire questa strage".
Ha parlato anche della mamma di un'altra giovane vittima sul lavoro, Sabri Jaballah, operaio pratese 23enne deceduto il 2 febbraio in un incidente in un'azienda tessile di Montale: "Non è giusto, ho cercato di andare avanti ma è difficile, non è possibile morire così sul lavoro, non siamo in guerra". La donna ha anche mostrato la foto del figlio salendo sul palco della manifestazione. Toccante poi anche l'intervento di Stefania Valente, operaia e madre che ha chiesto alle istituzioni di intervenire "per fermare tutto questo", riferendosi alla morte di Luana D'Orazio. Valente, delegata sindacale della Cgil, ha fatto anche un appello ai lavoratori affinché  "non si girino dall'altra parte".
 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  07.05.2021 h 11:46

 
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