09.08.2019 h 14:52 commenti

Si finsero carabinieri per rapinare di 11mila euro marito e moglie: arrestati dai carabinieri (quelli veri)

In manette tre pregiudicati napoletani: erano venuti da Afragola per mettere a segno il colpo in una casa di Galciana. La rapina ripresa dalle telecamere di sicurezza: grazie alle immagini gli investigatori hanno identificato i colpevoli
Si finsero carabinieri per rapinare di 11mila euro marito e moglie: arrestati dai carabinieri (quelli veri)
Si erano finti carabinieri e avevano rapinato una coppia di giovani cinesi a Galciana, con la donna in avanzato stato di gravidanza. Ma la mattina di mercoledì 7 agosto i carabinieri (quelli veri) si sono presentati alle porte delle loro abitazioni per arrestarli. In manette, con l'accusa di rapina aggravata in concorso, sono finiti tre pregiudicati, tutti residenti ad Afragola, in provincia di Napoli. Ora si trovano rinchiusi nel carcere di Poggioreale. Si tratta di Michele Langella Esposito di 60 anni, Giuseppe Riano di 33 anni e Antonio D'Avino di 38 anni. Di fronte al Gip hanno ammesso tutto. D'altronde il quadro accusatorio messo insieme dagli uomini del maggiore Enrico Vellucci, comandante del nucleo investigativo, è completo e chiaro. Un grande aiuto è arrivato dalle immagini di una delle due telecamere di sicurezza installate in casa dalla coppia rapinata. I banditi hanno visto e messo fuori uso l'altra, ignorando la presenza di un secondo dispositivo.
Il colpo, che aveva fruttato 11mila euro, risale a maggio ma solo qualche tempo dopo era stato denunciato dalle vittime. I carabinieri hanno subito avviato le indagini, che hanno portato il gip di Prato, Francesco Pallini, a emettere le tre ordinanze di custodia cautelare richieste dalla procura.
I banditi si erano presentati alla porta dell'abitazione della coppia, in via Ugo Foscolo, dicendo di essere carabinieri e di dover fare una perquisizione. Uno di loro aveva anche la pettorina con la scritta "carabinieri", mentre un altro era munito di una paletta simile a quella in dotazione all'Arma. Una volta entrati in casa, dove c'era la donna in stato di gravidanza, hanno atteso l'arrivo del marito. Poi, minacciando la coppia con una pistola,  si erano fatti consegnare il denaro contante.
I tre rapinatori hanno precedenti specifici alle spalle ma al momento non ci sono elementi per attribuirgli altri episodi analoghi a quello pratese. Non è detto che sia stata usata o minacciata violenza come non è scontato che le vittime, soprattutto se straniere, si siano rese conto di essere state raggirate. Per questo, d'intesa con l'autorità giudiziaria, i carabinieri hanno diffuso le loro foto. Chiunque ritenga di essere stato "perquisito" con tanto di sequestro di soldi e gioielli dai tre balordi travestiti da carabinieri, può chiamare il 112.
La prevenzione resta sempre l'arma migliore: "E' importante sottolineare che le forze dell'ordine non entrano nelle case a cercare e sequestrare soldi e gioielli - ha dichiarato il colonnello Marco Grandini, comandante provinciale dei Carabinieri di Prato - e che comunque quando si hanno dei dubbi la cosa migliore è chiamare sempre il 112 per accertarsi che quella perquisizione è autentica". 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  09.08.2019 h 14:52

 
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