13.09.2021 h 16:04 commenti

Sfruttamento lavoro, Biffoni: "Le istituzioni non si voltano dall'altra parte, ecco la prova"

Il sindaco commenta gli arresti degli sfruttatori arrivati al termine di un lavoro che ha visto a fianco di Procura e forze dell'ordine anche il Comune. Mangani: "C'è un sistema Prato anche nella lotta a chi sfrutta". Gli interventi degli onorevoli Mazzetti e Silli. Intanto Fratelli d'Italia e 5 Stelle chiedono un confronto sul caso Texprint
Sfruttamento lavoro, Biffoni: "Le istituzioni non si voltano dall'altra parte, ecco la prova"
L'operazione conclusa con l'arresto di tre persone accusate di sfruttare i lavoratori (LEGGI), riporta al centro del dibattito cittadino il tema dello sfruttamento dei lavoratori nel distretto parallelo. Un tema che nei giorni scorsi ha raggiunto alti livelli di scontro con la vicenda legata alla protesta degli ex dipendenti Texprint appoggiati dai Sì Cobas. 
"Esiste a Prato, ma non soltanto, un problema di sfruttamento lavorativo - dice il sindaco Matteo Biffoni - e il Comune di Prato, insieme con le altre istituzioni, se ne fa carico. Le istituzioni di questa città combattono ogni giorno contro questo reato infame con strumenti che tutelano chi denuncia e, come dimostrato, non si limita ad enunciarlo, ma lo fa con i fatti". 
Biffoni ribadisce poi l'impegno continuo del Comune di Prato, in sinergia con la Procura della Repubblica, le forze dell'ordine, Asl, Inps e Ispettorato del lavoro per contrastare lo sfruttamento lavorativo: "L'operazione Venus Ark ne è una riprova - dice -: lo sportello antisfruttamento del Comune di Prato funziona. Chi vive una condizione di sfruttamento lavorativo può e deve denunciare, perché la legge tutela chi denuncia e, se ce ne sono le condizioni, scatta il sistema di sanzione di chi viola le regole e di tutela delle vittime".
"Si parla di sistema Prato per indicare il sistema di sfruttamento lavorativo - chiosa l'assessore Simone Mangani -, ma esiste un sistema Prato di reazione della Città, un sistema quasi unico in Italia che vede lavorare insieme, con un chiaro obiettivo condiviso di tutela delle persone e della legalità, il Comune di Prato, la Procura della Repubblica, la Asl, l'Ispettorato del lavoro, l'Inps. Quello che serve, lo ribadiamo, è il potenziamento degli organi periferici dello Stato in un territorio complesso come il nostro distretto".
Anche il parlamentare di Coraggio Italia Giorgio Silli commenta l'operazione odierna. “Non mi sono mai stancato di denunciare  fin da quando ero assessore all’immigrazione al Comune di Prato - dice - quello che anche oggi sale al disonore delle cronache. Confermo, come dissi all’epoca, che certe dinamiche di illegalità devono essere combattute senza nessuna pietà. Allora un giovane cinese, dopo un incidente sul lavoro a causa del quale riportò gravi lesioni e ustioni, decise di denunciare la ditta di connazionali cinesi dove lavorava a nero in regime di sfruttamento per 1 euro all'ora, fu il primo. Lo presi per mano e percorremmo ogni passo affinché venisse creato un precedente e nessuno, in futuro, dovesse temere ritorsioni dopo la denuncia. Purtroppo, a distanza di anni, vedo che la situazione non è migliorata, i fatti continuano a ripetersi. Non è accettabile che in Italia, nel 2021, si faccia carta straccia di quei diritti dei lavoratori conquistati in decenni di dure lotte sindacali”. 
“Quando emerge l’illegalità è sempre un successo per tutti ma questa è soltanto la punta dell’iceberg - sottolinea l’inorevole Erica Mazzetti di Forza Italia a commento dell’indagine -. Nel nostro territorio (ma il fenomeno non è limitato a qui) è penetrata una certa imprenditoria, sebbene si faccia fatica a definirla tale, che danneggia tutto il tessuto del nostro distretto, che non contribuisce alla comunità e che non ha la ben che minima attenzione alla tutela della dignità della persona. Sicuramente rispetto agli anni passati – la memoria va al nostro Aldo Milone – i controlli sono meno continuativi e forse meno rapidi. Dobbiamo affinare le nostre contromisure e potenziare i controlli sotto i profili fiscale e contributivo, quelli che, se incrociati, fanno emergere davvero l’illegalità. E poi – conclude – ci vuole un impegno politico su questo fronte, che spesso ultimamente manca”. 
Sull'inchiesta della procura di Prato si registra anche il commento del senatore di Fratelli d'Italia, Patrizio La Pietra: "Lo sfruttamento del lavoro è una piaga che si può contrastare non solo facendo leva sugli strumenti legislativi ma anche rafforzando gli organi ispettivi che, in questa partita, giocano un ruolo fondamentale. Stiamo parlando di un reato odioso contro il quale è necessario mettere in campo tutte le misure ordinarie e straordinarie per vincere una battaglia che fa la differenza tra un Paese civile e un Paese retrodatato. Nessuno può rimanere indifferente all'allarme di un procuratore che dice chiaramente che gli strumenti, i mezzi e gli uomini a disposizione non bastano. C'è bisogno di adeguare gli organici ispettivi in servizio a Prato e irrobustire il sistema sanzionatorio per disincentivare lo sfruttamento. Credo sia anche arrivato il momento rivedere il meccanismo delle strutture di accoglienza divenute un insieme di hotel a costo zero per i richiedenti asilo senza neppure un ritorno culturale che li spinga a denunciare situazioni di sfruttamento ".
Sulla questione dello sfruttamento, proprio oggi 13 settembre, il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia ha presentato una mozione. "Le tensioni sociali che percorrono la nostra città sono preoccupanti - scrivono i consiglieri comunali Claudio Belgiorno e Tommaso Cocci -. Il ruolo del Comune di Prato non può essere relegato a quello di gestore delle strette competenze amministrative.  Le proteste, gli sgomberi all’alba e gli episodi di violenza che si sono registrati negli ultimi mesi hanno bisogno di un’analisi ed una risposta politica. Nel nostro distretto ci sono situazioni di illegalità diffusa che si registrano da anni. A questa situazione si assommano anche tensioni di tipo etnico, come la vicenda Texprint ci racconta, dove alla contrapposizione tra imprenditori e lavoratori si sovrappone anche il conflitto tra soggetti di origine cinese e quelli di origine pakistana. Come Fratelli d’Italia crediamo sia necessario aprire un tavolo di discussione condiviso tra le forze politiche della città, dove audire le parti in causa della vicenda Texprint, ma non solo. Il 31 marzo 2021 inizierà lo sblocco dei licenziamenti per il settore tessile-abbigliamento-pellettieria, la città è pronta a ricevere il contro della crisi economica seguita alla pandemia? Riteniamo che sia fondamentale far partire da subito un tavolo informale tra gli attori politici e le categorie sociali per analizzare la situazione, cercare di prevenirne gli effetti e per prospettare un soluzione".
Intanto sulla vicenda dei lavoratori della Texprint tornano ad alzare la voce anche i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Carmine Maioriello e Silvia La Vita: "Ad aprile abbiamo depositato in Consiglio Comunale un'ordine del giorno sulla vertenza Texprint per impegnare il Sindaco e la Giunta a fare quanto di propria competenza per sostenere le richieste dei lavoratori della Texprint - dicono -. Da aprile ad oggi sono passati cinque mesi e nonostante le mie richieste in conferenza dei capigruppo il presidente Alberti non riesce ad inserirlo negli atti urgenti da trattare in Consiglio".
 
 
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Data della notizia:  13.09.2021 h 16:04

 
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