13.06.2020 h 16:05 commenti

Sfruttamento del lavoro per cucire le mascherine destinate a Regione e protezione civile, primi interrogatori

Il giudice ha confermato i gravi indizi di colpevolezza ma non ha recepito le richieste di domiciliari presentate dall'accusa. Solo per un indagato è stato confermato l'arresto per via dei suoi precedenti penali. Lunedì convalida e interrogatori di garanzia per gli altri confezionisti
Sfruttamento del lavoro per cucire le mascherine destinate a Regione e protezione civile, primi interrogatori
Confermati i gravi indizi ma respinte, ad eccezione di una, le richieste di arresti domiciliari. Si è chiusa così la prima tornata di convalida degli arresti portati a termine giovedì 11 giugno dalla guardia di finanza impegnata nell'inchiesta 'Giochessa' sul sistema di subappalto per la produzione delle mascherine acquistate dalla Regione Toscana e dalla protezione civile. Sei dei 13 imprenditori arrestati con l'accusa di sfruttamento del lavoro sono stati scarcerati mentre uno è rimasto ai domiciliari per via dei precedenti penali. Per gli altri il tribunale ha disposto misure di divieto di dimora o di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La decisione è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, sabato 13. Alcuni degli indagati hanno risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari, Francesca Scarlatti, mentre altri hanno rilasciato dichiarazioni spontanee. Difesi dagli avvocati Nicolosi e Mariotti, tutti hanno fornito spiegazioni circa la modalità del lavoro respingendo l'ipotesi di aver sfruttato gli operai e anzi di aver corrisposto, in forza del pagamento a cottimo, anche mensilità di duemila euro a quelli con la produzione più alta. Diversi gli imprenditori che hanno prodotto documenti che dimostrerebbero l'autodeterminazione di ciascun lavoratore rispetto al carico produttivo: c'era - secondo quanto sostenuto dagli indagati - chi produceva 800 o 1000 mascherine al giorno e chi molte meno senza, quindi, obblighi di turni massacranti. Il giudice ha riconosciuto la sussistenza delle accuse relative all'impiego di manodopera clandestina e irregolare.
Lunedì compariranno in tribunale gli altri sei indagati, compreso l'unico imprenditore destinatario del provvedimento di custodia cautelare in carcere (gli altri arresti sono stati operati in flagranza di reato). L'inchiesta, che ipotizza a carico di altri indagati i reati di frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato nell'ambito dell'appalto pubblico per la produzione di 10 milioni di mascherine destinate a Regione e protezione civile, è dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli. Ai blitz nelle aziende ha partecipato anche il Dipartimento prevenzione della Asl.
 
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Data della notizia:  13.06.2020 h 16:05

 
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