17.11.2015 h 11:38 commenti

Separarsi senza bisogno di rivolgersi ad un legale. Adesso si può

La nuova legge prevede l'iter per la separazione personale dei coniugi nei casi più lineari: ecco le due possibilità che ci sono e i casi in cui si può fare
Separarsi senza bisogno di rivolgersi ad un legale. Adesso si può
Con questo articolo si inaugura la rubrica “Giustizia a portata di click” che il legale Valeria Rinaldi curerà per Notizie di Prato. Negli articoli saranno trattati e spiegati alcuni casi specifici, cercando di fornire un'utile guida per districarsi tra norme e codici della giustizia italiana. Chi avesse un quesito da sottoporre all'avvocato Rinaldi può inviare una mail a giustiziaportatadiclick@gmail.com . Naturalmente sarà garantito l'anonimato.
 
 
Come si fa a separarsi senza l’ausilio dell’avvocato ed evitare le lungaggini di una causa?
Si tratta di una novità introdotta di recente (L. 162/2014), pensata allo scopo di semplificare l'iter per la separazione personale dei coniugi nei casi più lineari.
Per quanti volessero separarsi evitando le lungaggini ed i costi di una causa, sono stati introdotti due subprocedimenti nuovi rispetto all'assetto precedente, con presupposti molto diversi e che pertanto vanno analizzati separatamente.
Prima però occorre fare delle premesse di ordine sistematico e logico: vi sono due tipi di separazione, la separazione giudiziale è la procedura da seguire nei casi in cui i coniugi non riescono ad accordarsi sulla fine della relazione e sulle condizioni. Se invece i coniugi sono riusciti ad accordarsi, o pensano di potercela fare, la strada è quella della separazione consensuale.
Prima della recente riforma anche per le separazioni consensuali occorreva il necessario intervento del Giudice, e ciò in quanto nelle separazioni, oltre all'interesse privato, dei coniugi, a porre fine alla relazione affettiva, vi è anche un interesse pubblico alla tutela dei diritti dei soggetti coinvolti e ritenuti "deboli" (es. i minori) dall'ordinamento, ed è dunque per tale motivo che con questi nuovi subprocedimenti è stato previsto un intervento solo eventuale del Giudice, così come dell'avvocato, nei casi in cui tale interesse pubblico risulta affievolito dall'assenza di questi soggetti da tutelare.
Ma quali sono concretamente le ipotesi in cui i coniugi possono fare da sé e possono evitare di ricorrere al Giudice?
A) Separarsi senza avvocato davanti all'Ufficiale di Stato civile.
Se i coniugi si trovano d'accordo sulla separazione e sulle condizioni in base alle quali intendono separarsi, possono direttamente recarsi dall'Ufficiale di Stato Civile (ossia il Sindaco od un suo delegato) del comune di residenza di uno dei coniugi o del comune in cui è stato trascritto il matrimonio, il quale fisserà un 1° incontro in cui dovrà raccogliere le dichiarazioni dei due coniugi di volersi separare ed a quali condizioni e pattuizioni, e dovrà redigere all'uopo l'accordo.
Una volta sottoscritto l'accordo, l'Ufficiale fisserà un 2° incontro al quale occorrerà presentarsi e confermare le proprie intenzioni già espresse, incontro che dovrà avvenire a distanza di almeno 30 giorni dal precedente. 
Questo intervallo di tempo deve servire alla coppia per riflettere sulla decisione presa e per porre un freno agli animi più impulsivi, ed è proprio per questa sua funzione che, nel caso in cui non ci si presenti al 2° incontro, allora si decade automaticamente delle dichiarazioni rese ed occorrerà iniziare tutto da capo.
Dopo i due incontri e una volta confermate le volontà di separarsi, sarà l'Ufficiale di Stato civile a procedere con le annotazioni ai fini di legge.
Sul sito web del Comune di Prato si possono trovare i numeri utili, i diritti da pagare e le modalità operative specifiche dell'ente (documenti da allegare e modulistica).
Presupposti: non sempre è possibile fare da sé. Infatti, in base alla chiave di lettura sopra offerta, ci si potrà separare senza l'ausilio dell'avvocato dinanzi all'Ufficiale di Stato, se, oltre ad essere d'accordo su tutte le condizioni, 1) la coppia non ha figli minori o figli maggiorenni incapaci o economicamente non autosufficienti (si tratta dei figli comuni ad entrambi i coniugi e non anche dei figli di un solo coniuge); 2) e, in secondo luogo, se l'accordo non prevede "trasferimenti patrimoniali" e cioè non sono ammesse separazioni dinanzi all'Ufficiale di Stato se le parti intendono prevedere nell'accordo l'assegnazione della casa familiare o altre attribuzioni (es. dazione di denaro in unica soluzione), mentre è ammessa la possibilità di corresponsione in favore di un coniuge di un assegno di mantenimento.
Fuori dunque da questi casi occorrerà ricorrere all'ausilio di un avvocato, proprio perché presumibilmente sono situazioni più complesse che attengono anche a diritti fondamentali, per i quali mal si attanaglia una "separazione fai da te" .
B) Separarsi consensualmente evitando le aule di Tribunale
In tutti i casi che restano fuori dalla separazione davanti all'Ufficiale di Stato Civile, c'è però un'altra novità che sebbene preveda il ricorso all'avvocato, non richiede il lungo iter dinanzi al Giudice e dovrebbe quindi essere meno dispendiosa economicamente, oltre che più veloce e moralmente meno gravosa.
E' possibile per i coniugi concludere un accordo (convenzione di negoziazione assistita) con l'ausilio ognuno del proprio avvocato. Si tratta sempre di una separazione consensuale, e cioè occorre che i coniugi siano già d'accordo su tutti gli aspetti o che, sebbene vi sia qualche attrito, è possibile trovare una soluzione condivisa ed evitare i tempi ed i costi di una lunga separazione giudiziale.
Questa soluzione non soggiace al problema della tutela dei soggetti deboli ed ai limiti della separazione senza il legale in quanto, la presenza di una figura specializzata, quale è l'avvocato appunto, potrà valutare i vostri diritti ed approntarvi una efficace tutela.
Una volta raggiunto l'accordo (rectius: la convenzione) sarà l'avvocato a trasmetterla al Procuratore della Repubblica, il quale se non vi sono figli minori o maggiorenni incapaci darà il nulla osta alla separazione senza entrare nel merito degli accordi. Nel caso in cui vi siano figli minori, o maggiorenni incapaci o economicamente non autosufficienti, il Procuratore della Repubblica farà una valutazione più accurata dell'accordo dei coniugi, e qualora non lo ritenga rispondente all'interesse dei minori, fisserà l'udienza dinanzi al Giudice al quale le parti dovranno discutere delle condizioni della separazione.
Quanto sinora detto vale anche per il divorzio e per la modifica delle condizioni di separazione e divorzio consensuali, con quale piccola differenza  .
Mi preme fare però una considerazione finale per quanti si apprestassero ad intraprendere una di queste strade e per coloro che stanno attraversando questo percorso. Se è vero che concludere un accordo in questa delicata materia e procedere per le vie consensuali può far bene sia ai coniugi che ai figli, economicamente ma anche e soprattutto moralmente, è anche vero però che la novella legislativa non va letta come un invito a prendere sottogamba queste decisioni: la decisione di separarsi implica, una riflessione sul proprio rapporto di coppia sì, ma anche una accurata informazione sui propri diritti e i propri doveri, cosi come per la decisione di sposarsi. 
Valeria Rinaldi
 
 
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Data della notizia:  17.11.2015 h 11:38

 
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