19.03.2017 h 11:10 commenti

Segnale wi-fi assente, settanta richiedenti asilo protestano. Arrivano carabinieri e polizia

Momenti di tensione nella struttura di via Roma gestita dal Santa Rita. La protesta è rientrata quasi subito. Profughi arrabbiati perché i loro telefonini non riuscivano ad agganciare la rete wi-fi. Il Comune pronto a valutare la richiesta di provvedimenti alla prefettura. Durissima reazione di Prato libera e sicura: "Questi andrebbero espulsi subito, protesta vergognosa che offende gli italiani che vivono in situazioni di disagio"
Segnale wi-fi assente, settanta richiedenti asilo protestano. Arrivano carabinieri e polizia
Segnale wi-fi assente nella struttura di accoglienza di via Roma gestita dal Santa Rita e i circa settanta richiedenti asilo hanno inscenato una protesta che è rientrata solo dopo l'arrivo della polizia e dei carabinieri. E' successo intorno alle 10 di oggi, domenica 19 marzo. In quel momento nella struttura, composta da una serie di abitazioni di fianco alla chiesa del Soccorso, era presente solo un'operatrice che ha immediatamente chiesto aiuto alle forze dell'ordine nel timore che il malcontento potesse degenerare. Sul posto sono state fatte confluire un paio di pattuglie dei carabinieri e altrettante della polizia. I profughi hanno protestato perché i telefonini non riuscivano ad agganciare la rete wi-fi che consente a molti loro anche di tenere un contatto continuo con i familiari rimasti nel Paese d'origine. La situazione è tornata alla normalità.
Il vicesindaco Simone Faggi ha fatto sapere che il Comune procederà dopo aver letto la relazione su quanto accaduto stamani: "Se qualcuno ha trasceso, chiederemo alla prefettura l'allontanamento come altre volte abbiamo fatto e ottenuto in situazioni analoghe. Voglio ricordare che nessun ospite è obbligato a stare nelle strutture e che ognuno è libero di sistemarsi altrove se lo ritiene opportuno. Non siamo di fronte a bambini ma a uomini che sanno perfettamente cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ripeto, non faremo sconti se il regolamento non è stato rispettato". 
"E' inconcepibile che si continui a tollerare situazioni simili - il commento durissimo del capogruppo di Prato libera e sicura in Consiglio comunale, Aldo Milone - questi profughi andrebbero espulsi anche per lanciare un messaggio agli altri. Si spendono miliardi per accoglierli e loro ripagano con la protesta perché non possono chattare o navigare in Internet. Presenterà una questione time per avere chiarimenti e sapere quali provvedimenti prenderà il sindaco. Dire che la protesta è una vergogna che offende gli italiani che vivono in condizioni disagiate o addirittura in auto o sotto un ponte, è dir poco". 
“Una volta ancora – dice Patrizia Ovattoni, segretario provinciale Lega Nord - chiediamo a chi amministra questa città di usare il pugno duro: chi protesta fa la valigia e se ne va, ma non a Firenze, Pistoia o altrove, per poi restare a spasso in Italia. Va rispedito a casa, così potrà riflettere se è più importante il wi-fi gratis o un posto sicuro lontano dalla guerra, a patto che nel suo paese ci sia davvero un conflitto. E lo stesso chiediamo anche ai responsabili delle associazioni che, ben retribuite, lavorano per l’accoglienza dei profughi: smettete di farvi mettere i piedi in testa, pensate ai diritti e ai doveri dei vostri concittadini e compatrioti prima che a quelli di chi dimostra di non meritare il vostro impegno e il vostro lavoro. E staccate il wi-fi: che se lo paghino con i soldi del pocket money o dimostrino di integrarsi registrandosi al wi-fi libero offerto dal Comune negli spazi pubblici, che i “profughi” ben si guardano dal frequentare”. 
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  19.03.2017 h 11:10

 
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