23.11.2020 h 15:42 commenti

Scuola, presidi preoccupati: "Con la dad sta peggiorando il rendimento dei ragazzi". Allarme anche degli psicologi

I dirigenti delle superiori pratesi spingono per una ripresa delle lezioni in presenza. A impensierire sono anche gli effetti psicologici che la mancanza di relazioni sta provocando sugli adolescenti
Scuola, presidi preoccupati: "Con la dad sta peggiorando il rendimento dei ragazzi". Allarme anche degli psicologi
I dirigenti scolastici degli istituti superiori sono perplessi sul rientro a scuola degli alunni dopo le vacanze di Natale, piuttosto preferirebbero una ripresa della lezioni in presenza a partire dal mese di dicembre. Una richiesta che è giustificata dal calo di rendimento dei ragazzi, verificato anche con i compiti in classe e le interrogazioni, ma soprattutto con gli effetti psicologici che la mancanza di relazioni sta provocando sugli adolescenti, fenomeno questa volta tracciato dai contatti con gli sportelli attivati in forma online dalle scuole.
A quello del Livi Brunelleschi, gestito da Leonardo Caponi durante il lockdown sono aumentate le richieste di aiuto soprattutto per cercare di gestire l’ansia legata al momento, ma anche il rapporto con i genitori. “I ragazzi – spiega il terapeuta – vogliono tornare a scuola, rispetto alla scorsa primavera si nota una maggiore insofferenza verso questa situazione. Stanno comunque attivando tutte le risorse che hanno a disposizione, credo che gli effetti si vedranno nel medio periodo, soprattutto per quanto riguarda l’isolamento dagli altri, ma anche una sorta di dipendenza dal computer. Di fatto vengono obbligati a stare tante ore davanti a uno schermo e poi, come è successo a giugno, faticano a ritornare nel mondo reale”. Anche i terapisti hanno quindi dovuto cambiare le loro modalità di interagire con i ragazzi: “Purtroppo le lezioni a distanza non permettono agli insegnanti di cogliere le sfumature e quindi di capire se sta nascendo un disagio. Temo che una parte dei ragazzi si sia persa, anche perché è stato difficile quando tutti erano chiusi in casa, riuscire a ritagliare uno spazio fisico dove fare le chiamate. Quando ci siamo riusciti abbiamo avuto la possibilità di vedere anche piccoli scorci della vita quotidiana, un elemento che in altre occasioni non potevamo valutare”.
Per cercare di arginare i danni, anche dal punto di vista delle conoscenze, a San Niccolò la dirigente scolastica Mariella Carlotti , sfruttando le norme del Dpcm che prevede la possibilità per i ragazzi Bes (Bisogni educativi speciali) di frequentare in classe insieme ad un piccolo gruppo di compagni, ha garantito la presenza a rotazione in classe per tutti e 26 gli alunni della prima liceo.“Un’opportunità che ho colto al volo – racconta - e che è fondamentale non solo per i ragazzi più fragili, ma anche per gli altri. Bisogna fare gruppo e inclusione, ma la scuola in certi momenti è importante anche per sostenere i ragazzi che vivono situazioni difficili, penso a un grave lutto, a una separazione dei genitori che in gruppo può essere sopportata meglio. L’altro vantaggio è quello che i professori iniziano a conoscere questi ragazzi che, in parte, sono arrivati da pochi mesi nella nostra scuola”
Anche al Brunelleschi - Livi si sono presi provvedimenti per arginare la situazione: “Bisogna tornare a scuola il prima possibile- spiega la dirigente scolastica Maria Grazia Ciambellotti – già da dicembre magari con un 25% di lezioni in classe e il resto da casa per poi arrivare dopo le vacanze di natale alla presenza per tutti. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo anche dal punto di vista dell’apprendimento. Lo scorso anno i ragazzi che erano in prima non hanno avuto la possibilità di cambiare scuola, come fisiologicamente avviene, e questo mi preoccupa nell’ottica di una maggiore possibilità di abbandono scolastico”. Intanto per sostenere famiglie e studenti è stato organizzato il ciclo di incontri online “Scuola a distanza? Restiamo vicini”, al primo appuntamento previsto per questa sera 23 novembre, sono iscritti 50 partecipanti, quasi il doppio di quelli che frequentavano gli incontri in presenza. In preparazione, invece i corsi di recupero online per piccoli gruppi di studenti.
Al Marconi, invece, oltre ai 30 studenti con varie disabilità che frequentano le lezioni in presenza sono stati ammessi, nel rispetto del distanziamento, anche una ventina di ragazzi che non hanno un pc oppure hanno problemi di connessione perché vivono in luoghi dove la banda larga non è arrivata. “La scuola deve essere inclusiva – spiega il preside Paolo Cipriani – non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno, ma è necessario anche tornare a fare lezioni in classe. Va bene aspettare dopo Natale ma senza altre interruzioni”
Ancora più pressante la richiesta dei presidi degli istituti tecnici ad un rientro veloce in presenza. “La scuola non doveva essere fermata – spiega Daniele Santagati dirigente dell’istituto Datini – ci sono tutte le condizioni per tornare in classe, almeno con il 25% delle lezioni in presenza, come previsto per le zone arancioni. In realtà noi possiamo accogliere tutti i ragazzi mantenendo gli standard di sicurezza, assurdo concedere ai negozi di restare aperti fino alle 22 e impedire ai ragazzi di tornare nelle loro aule che intanto si stanno disabituando alla scuola”
Anche Maria Gabriella Fabbri, del Dagomari vorrebbe un ritorno immediato per tutti i ragazzi: “Una soluzione, per evitare l’innalzamento dei contagi che comunque, non dipendono dalle scuole, potrebbe essere quella di fare 16 ore settimanali in presenza e le rimanenti in Dad, con turni la mattina e il pomeriggio. Si stanno perdendo troppi ragazzi per strada e dopo Natale potrebbe essere troppo tardi”.
In linea anche Mario Di Carlo che dirige il Rodari Cicogni. “Noi siamo pronti da settembre. il problema non sono le scuole, ma il contesto esterno dove non è stato fatto niente per arginare i contagi. Credo nelle capacità dei ragazzi di riuscire a passare questo momento che comunque non è facile. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno allora i futuri insegnanti, avendo vissuto questa situazione, probabilmente saranno più strutturati per affrontare situazioni difficili”.
Intanto in attesa di tornare a scuola, all’ orizzonte si profila un altro problema: le assunzioni in organico Covid di personale Ata e insegnanti sono bloccate. “Mancano i fondi – spiega Stefano Pollini presidente dell’associazione presidi della provincia di Prato – e quindi quando rientreremo a scuola avremo i banchi ma non il personale. Nello specifico al Gramsci Keynes ci saranno problemi e per assicurare lo sdoppiamento delle classi che avevamo previsto nell’ottica di garantire a tutti la possibilità di tornare in classe”.
 
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Data della notizia:  23.11.2020 h 15:42

 
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