16.01.2020 h 18:22 commenti

Scarti tessili, delegazione di governo e Ispra in visita a Prato per affrontare il dossier

Prima l'incontro con gli industriali e gli artigiani e poi la visita a Comistra e Manteco. L'obiettivo è ottenere una legislazione ad hoc che faciliti il riciclo degli scarti di lavorazione
Scarti tessili, delegazione di governo e Ispra in visita a Prato per affrontare il dossier
Una delegazione di Ministero dell'ambiente e Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) è stata oggi a Prato per affrontare il dossier degli scarti tessili.
Guia Agostini Pierluigi Altomare del Ministero dell'ambiente, Valeria FrittelloniCarlo Piscitello e Marina Viozzi di Ispra hanno fatto il punto sul tema degli scarti tessili, incontrando i rappresentanti delle associazioni che avevano partecipato anche agli incontri romani: Andrea Cavicchi, Alessia Pera, Giacomo Brighetti Silvia Tarocchi di Confindustria Toscana Nord; Moreno Vignolini, Marco Pieragnoli, Giacomo Cammelli ed Enzo Lucchesi di Confartigianato Imprese Prato; Daniele Gizzi di Confartigianato nazionale; Francesco Viti Matteo Conforti di Cna Toscana Centro; Fabrizio Tesi, Sauro Guerri e Silvia Gambi di Astri; a questi si sono aggiunti Lorenzo  Gradi e Silvia Navach di Fise Unicircular, l'associazione delle imprese dell’economia circolare.
Alla riunione, svoltasi al Palazzo dell'industria, hanno fatto seguito le visite alle imprese Comistra e Manteco. I funzionari ministeriali e gli esperti di Ispra hanno così potuto vedere direttamente le fasi più significative delle lavorazioni tessili del riciclato e constatare le caratteristiche peculiari del processo di riutilizzo delle fibre. 
L'arrivo a Prato della delegazione è stata salutata con grande apprezzamento dalle associazioni pratesi, che hanno visto così confermata l'attenzione per il distretto tessile e l'acquisita consapevolezza delle sue peculiarità, da tenere in conto per adeguamenti normativi che si rendono indispensabili. 
In particolare, è stata chiesta una modifica al decreto ministeriale sui sottoprodotti che faciliti la gestione dei residui tessili e li instradi senza troppa burocrazia verso il riciclo anziché verso lo smaltimento come rifiuti. In sostanza si è richiesto di invertire l'approccio che è alla base dell'attuale normativa: oggi gli scarti di lavorazione sono di default rifiuti, se non sono oggetto di procedure di riconoscimento, piuttosto complesse e costose, che li collochino fra i sottoprodotti da destinare al riciclo. Viceversa, si vorrebbe che l'applicazione dei principi dell'economia circolare fosse resa più semplice considerando in via ordinaria come sottoprodotti una serie predeterminata di tipologie di residui di lavorazione. 
Analoghe considerazioni per il post consumo, cioè per il riutilizzo delle fibre ricavate dagli abiti usati: le associazioni pratesi vorrebbero che dopo la prima selezione, che elimina già corpi estranei e materiali non tessili e divide il restante fra capi da destinare al commercio di seconda mano e altri da destinare al riciclo delle fibre, questi ultimi fossero considerati immediatamente come tali, senza necessità di ulteriori passaggi procedurali che li escludano dal regime dei rifiuti.
Entrambi i temi - una qualificazione più semplice e meno onerosa di scarti di lavorazione tessile e dei capi usati non destinati al commercio di seconda mano - hanno lo scopo di agevolare il riciclo e si collocano quindi in linea con le finalità dell'economia circolare: argomentazioni, queste, che sono state ribadite anche oggi nella visita a Prato.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  16.01.2020 h 18:22

 
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