28.07.2021 h 10:44 commenti

Scarti tessili da Prato ai capannoni abbandonati in Veneto e Campania, chiusa l'inchiesta della dda

Avvisi di conclusione indagine a 19 persone e sei aziende che avrebbero messo in piedi un sistema di stoccaggio e smaltimento illegale di rifiuti provenienti da attività tessili. I reati contestati: associazione per delinquere, truffa, gestione illecita di rifiuti. In tre mesi smaltite mille tonnellate per un giro d'affari di oltre 250mila euro
Scarti tessili da Prato ai capannoni abbandonati in Veneto e Campania, chiusa l'inchiesta della dda
Capannoni in disuso trasformati in discariche abusive per lo stoccaggio di scarti tessili. La direzione distrettuale antimafia di Firenze ha chiuso l'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti che da Prato prendevano la strada del Veneto e della Campania. Diciannove le persone e sei le aziende che hanno ricevuto gli avvisi di fine indagine. Associazione per delinquere, truffa e gestione illecita di rifiuti i reati contestati dalla procura.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Firenze, sono iniziate nel 2019. A mettere gli investigatori sulle tracce di un gruppo organizzato per la raccolta e lo smaltimento degli scarti tessili, era stato il fatto che gli imprenditori di una ditta di Prato, con sede in via delle Case Nuove, subito dopo essere stati controllati, avevano progettato l'incendio del capannone per far evidentemente sparire qualsiasi traccia dell'attività illecita. Non una ditta qualsiasi, ma la stessa che poco tempo prima era finita al centro di un'altra indagine sempre per reati inerenti la gestione dei rifiuti attraverso numerose violazioni amministrative e ambientali. Dopo i primi guai, l'azienda era stata ceduta ad un altro gruppo e intestata ad una donna residente in Lombardia ma di fatto gestita dal padre e da un socio occulto con la collaborazione di un imprenditore della provincia di Pistoia. Un nuovo gruppo societario con interessi, ovviamente, nel settore dei rifiuti.
Le indagini hanno accertato che scarti tessili, ma anche scarti provenienti dalla lavorazione delle pelli, venivano stoccati nel capannone in via delle Case Nuove senza che poi venisse fatta alcuna delle operazioni obbligatorie relative al trattamento, e cioè cernita, separazione, sanificazione, compattazione e imballaggio, necessarie a trasformare gli scarti in materia prima secondaria per nuovi cicli produttivi.
I rifiuti – raccolti in quantità enormi – venivano poi trasferiti in capannoni abbandonati nelle zone di Verona, Padova, Vicenza, Rovigo e Salerno. Ad occuparsi del trasporto erano, secondo quanto accertato dalla dda, ditte compiacenti. I carabinieri hanno ipotizzato che nel giro di tre mesi sarebbero state smaltite illegalmente almeno mille tonnellate di rifiuti per un giro d'affari superiore a 250mila euro.
L'inchiesta ha coinvolto, oltre alla ditta pratese, cinque aziende, i rispettivi amministratori e soci.



 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  28.07.2021 h 10:44

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.