10.09.2020 h 12:55 commenti

Scarcerati subito dopo l'arresto, la procura non ci sta e presenta ricorso per gli ultimi due casi

Respinte le richieste di custodia cautelare in carcere proposte dal sostituto Laura Canovai per un trentanovenne che ha rubato dentro un'auto parcheggiata in una corte condominiale e per un ventiseienne fermato per la spaccata ad una sala slot
Scarcerati subito dopo l'arresto, la procura non ci sta e presenta ricorso per gli ultimi due casi
Non ci sta la procura a veder subito liberi i due uomini arrestati dalla polizia nei giorni scorsi, uno per furto su un'auto in sosta in un parcheggio privato e l'altro per una spaccata ad una sala slot. Le richieste di custodia cautelare in carcere avanzate dal sostituto Laura Canovai sono state respinte dal giudice che ha sì convalidato gli arresti ma senza misure custodiali che, tradotto, significa l'immediato ritorno in libertà in attesa che venga fissato il processo (leggi). La procura sta scrivendo in queste ore i due ricorsi contro la decisione del tribunale e dunque il destino dei due indagati – un marocchino di 39 anni e un pakistano di 26 – potrebbe presto cambiare.
A convincere la procura a chiedere il carcere erano stati i precedenti dei due: il primo pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e in materia di immigrazione, l'altro, il pakistano, arrestato appena due mesi fa sempre per furto. Inutili i provvedimenti alternativi al carcere come l'obbligo di firma, l'obbligo o il divieto di dimora: misure spesso disattese, come dimostrano i fatti. Tra procura e tribunale le acque, quando si parla di applicare misure restrittive a quegli indagati che vantano già una più o meno corposa carriera criminale, si sono spesso fatte agitate determinando ricorsi che obbligano una terza parte a stabilire se sia dura la linea del pubblico ministero o morbida quella del giudice.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  10.09.2020 h 12:55

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.