07.04.2021 h 19:31 commenti

Sanità, la denuncia della Cisl: "Santo Stefano sotto organico, Regione e Asl intervengano"

Secondo il sindacato mancano almeno 20 infermieri e 11 tra oss e ostetriche. Le recenti assunzioni sarebbero state uno specchietto per le allodole
Sanità, la denuncia della Cisl: "Santo Stefano sotto organico, Regione e Asl intervengano"
Carichi e ritmi di lavoro al Santo Stefano non più sopportabili a causa del Covid che ha evidenziato quanto viene denunciato da troppo tempo: il personale sanitario in servizio è a malapena sufficiente a far fronte all'ordinario, figuriamoci a un'emergenza sanitaria come questa. A scagliarsi contro Regione e Asl Toscana Centro, è la funzione pubblica della Cisl che snocciola numeri precisi per dare i contorni del problema: "Da pianta organica - spiega Massimo Cataldo - mancano almeno 20 infermieri, 5 oss e 6 ostetriche. Parte del personale dei reparti a pulito è stato dirottato in quelli Covid con tutto quello che ne consegue. Questo significa anche che chi resta in quelli no Covid vede aumentare notevolmente il proprio carico di lavoro che era già a limite con un operatore ogni 14 letti. Non è possibile andare avanti così". 
Eppure ci sono state molte assunzioni, soprattutto negli ultimi tempi, ma secondo la Cisl i numeri vanno esaminati nel dettaglio per capire che in parte sono apparenza: "Alla luce delle uscite dovute a quota 100, degli assenti per malattia (principalmente a causa del Covid-19) e delle aperture dei nuovi servizi che in tutta fretta sono stati messi in campo per sopperire alla pandemia (come per esempio le Usca), della copertura dei servizi infermieristici territoriali h 12 per 7 gg alla settimana, - si legge in un comunicato del sindacato - se dovessimo fare una stima più precisa del personale effettivamente entrato in servizio, ci troveremmo di fronte a numeri ben distanti da quelli reclamizzati e che talvolta potrebbero perfino volgere al negativo".
Altro punto contestato è il riconoscimento economico che non riflette la mole di lavoro e di rischio sopportati dagli operatori sanitari: "Questi nostri “soldati” godono di uno degli stipendi più bassi d’Europa e il contratto è scaduto ormai da ben 3 anni. Si evidenzia quindi che viene chiesto molto ai lavoratori, ma di contro i lavoratori non vengono ripagati nella misura adeguata".
Un quadro completo per passare alle richieste di intervento, contenute in una letta aperta, all'azienda sanitaria e alla Regione che riguardano sia Prato che gli altri presidi dell'area vasta perchè la situazione è esattamente la stessa: "Non siamo degli sprovveduti e ci rendiamo conto che quanto sopra non può essere imputato “tout court” alla direzione aziendale, sarebbe troppo facile, - prosegue il coordinamento della Cisl Fp Toscana Centro - bensì riteniamo che tale situazione dovrà essere equamente suddivisa tra la parte politica che governa la Sanità regionale e nazionale, e i vertici aziendali che certo non sono esenti da pecche e devono fare un’attenta e precisa analisi del proprio operato sia a livello organizzativo che dell’impiego/sfruttamento delle risorse a loro disposizione, forse anche loro dovranno fare un Mea culpa? Ci rivolgiamo quindi ad entrambi “gli attori in scena”, a quelli politici e a quelli aziendali per chiedere un intervento veloce, forte, deciso, e coraggioso, al fine di dare una risposta celere agli operatori della sanità, ai nostri “Eroi”, ai quali dobbiamo dare tutti gli strumenti utili a fornire risposte sempre più qualificate alla cittadinanza, le risorse investite non saranno risorse sprecate, saranno bensì un investimento sul nostro futuro".
(e.b.)
 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  07.04.2021 h 19:31

 
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