03.03.2021 h 14:52 commenti

Sanità, la Cgil all'Asl: "Troppo poche le donne ai vertici e sono pagate meno dei colleghi maschi"

Il sindacato sottolinea come su 36 incarichi apicali solo sette siano affidati a dottoresse, mentre la differenza retributiva è del 15% a favore dei dirigenti maschi: "Serve un cambio di passo"
Sanità, la Cgil all'Asl: "Troppo poche le donne ai vertici e sono pagate meno dei colleghi maschi"
Sono troppo poche le donne ai vertici della sanità pratese. A dirlo è la Cgil che prende spunto dalla pubblicazione dei compensi che l'Asl ha pagato nel 2020 ai dirigenti sanitari del Santo Stefano (LEGGI) per fare due conti.
“Sono soltanto sette – si legge in una nota - le dottoresse a capo delle strutture complesse, delle aree o dei dipartimenti, sui 36 posti disponibili per l’area pratese della sanità rappresentando il 19,4% delle posizioni dirigenziali apicali. Lo squilibrio rispetto ai colleghi maschi si acuisce analizzando la massa salariale di genere. Le dirigenti donne percepiscono infatti il 16,9% del totale dei compensi e la maggiormente retribuita si classifica quindicesima nella speciale classifica stilata in sede pratese”.
Una situazione che, per Manuela Marigolli del coordinamento donne Cgil Prato e Sandro Malucchi, segretario generale Fp Cgil, non rispecchia né le competenze né la presenza femminile che, al contrario, è predominante tra il personale Asl.
“È nei titoli dell’azienda sanitaria conferire gli incarichi sulla base dei modelli organizzativi di cui la stessa si dota - spiega Malucchi - e quindi non ravvediamo elementi lesivi delle norme sulla parità di genere ma, di conseguenza, indicatori di un atteggiamento che non valorizza l’esperienza professionale femminile in una azienda a prevalente composizione di donne. L’auspicio è che si possa assistere ad un mutamento culturale e ad un cambiamento di passo da parte della direzione generale dell’Asl Toscana Centro”.
Mentre Manuela Marigolli pone l'attenzione sull'aspetto retributivo: “In Italia la differenza della retribuzione di genere è mediamente del 7,4% (dato Istat del 2017) – dice - ma analizzando gli stipendi percepiti tra i dirigenti pratese di alto livello della Asl Toscana Centro il differenziale sale al 15%. Anche il fatto che il differenziale tra gli stipendi sia dovuto in larga misura all’attività di intramoenia descrive quanto, ancora oggi, la società proietti sulla donna l’onere dell’organizzazione familiare distraendola dalle possibilità di dilatare il proprio tempo lavoro in libera professione. La combinazione degli elementi organizzativi aziendali con quelli di sistema sociale determina un detrimento per le dirigenti a cui la pubblica amministrazione potrebbe porre rimedio”.
 
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Data della notizia:  03.03.2021 h 14:52

 
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