27.10.2016 h 15:54 commenti

Rsa Narnali, l'imputata vende l'auto e manda i soldi ai parenti delle vittime che però rifiutano

Assegni circolari da 87 euro e una lettera di scuse alle parti civili nel processo per i maltrattamenti agli anziani ricoverati nella residenza sanitaria assistita di Narnali. "Non un risarcimento ma un gesto ristoratore" hanno spiegato gli avvocati dell'imputata. I legali delle parti civili hanno rispedito tutto indietro
Rsa Narnali, l'imputata vende l'auto e manda i soldi ai parenti delle vittime che però rifiutano
Sedici assegni circolari del valore di 87 euro ciascuno inviati insieme ad una lettera di scuse alle parti civili nel processo per i maltrattamenti agli anziani ricoverati nella residenza sanitaria assistita di Narnali la cui gestione era stata affidata dalla Asl al Consorzio Astir. E' quanto ha fatto nei giorni scorsi Daniela Lascialfari, uno dei dieci operatori sociosanitari finiti sul banco degli imputati insieme a tre infermieri per i fatti venuti alla luce a luglio 2015 dopo alcune settimane di monitoraggio da parte della polizia attraverso telecamere nascoste. Gli assegni, arrivati agli avvocati Alberto Rocca e Pietro Biguzzi, sono stati fatti tornare indietro. La donna, accusata di maltrattamenti, abbandono di persona incapace e furto aggravato, ha voluto fare un gesto riparatore nei confronti degli anziani e dei loro familiari. Lascialfari ha venduto l'unica cosa di sua proprietà, l'automobile, e ha diviso il ricavato – 1.400 euro – tra tutte le parti civili. “Non è un risarcimento – il commento dei difensori della donna, Costanza Malerba e Federico Febbo – voleva essere solo un gesto ristoratore da parte di una persona che non ha lavoro, che non ha più niente dopo aver venduto la macchina”. Duro l'avvocato Biguzzi che ha rispedito gli assegni commentando con una sola parola: “irricevibile”. In una lettera di una dozzina di righe, l'avvocato Rocca sottolinea che le scuse della Lascialfari sono state indirizzate anche a tre anziani che nel frattempo sono deceduti. “Sarebbe stato più apprezzabile un pentimento espresso con una maggiore capacità di comunicare piuttosto che agitare qualche soldo – la considerazione di Rocca – meglio un pentimento senza assegno”. Intanto stamani, giovedì 27 ottobre, nel corso dell'udienza preliminare (Lascialfari ha scelto il rito abbreviato), l'avvocato Malerba ha chiesto l'assoluzione dalle accuse di abbandono di persona incapace e furto, mentre per i maltrattamenti ha chiesto una pena che consenta di applicare la condizionale e il riconoscimento delle attenuanti generiche. Il pubblico ministero, la settimana scorsa, aveva chiesto 3 anni e 10 mesi di reclusione. Nove le persone finite sotto accusa che hanno chiesto di essere giudicate con il rito abbreviato o il patteggiamento, quattro quelle che hanno scelto di andare, eventualmente, a dibattimento. Le accuse a vario titolo sono maltrattamenti, abbandono di persona incapace, furto aggravato e percosse.  
 
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Data della notizia:  27.10.2016 h 15:54

 
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