07.05.2019 h 16:43 commenti

Rsa di Narnali, assolti gli ultimi imputati: si chiude la vicenda giudiziaria sui maltrattamenti agli anziani

Chiuso il processo per i quattro sanitari che ancora non erano stati giudicati in abbreviato o con il patteggiamento. Solo per uno di loro lieve condanna a due mesi con pena sospesa
Rsa di Narnali, assolti gli ultimi imputati: si chiude la vicenda giudiziaria sui maltrattamenti agli anziani
Cala il sipario giudiziario sulla Rsa di Narnali, la struttura della Asl gestita anche con personale del consorzio Astir. A quattro anni dall'inchiesta sui maltrattamenti agli anziani, sfociata in un lungo elenco di indagati – diciassette tra infermieri e operatori sociosanitari – e in nove sospensioni dal lavoro, si è chiuso oggi, martedì 7 maggio, il processo per gli ultimi quattro imputati che, a differenza di tutti gli altri giudicati con il patteggiamento o con il rito abbreviato, hanno scelto di andare al dibattimento. L'infermiera Cristina Latessa, difesa dall'avvocato Denaro, è stata assolta dal reato di maltrattamenti per contraddittorietà della prova. Assolta con formula piena dallo stesso reato l'operatrice sociosanitaria Halim Khadija, difesa dall'avvocato Meucci. Imputate per maltrattamenti altre due operatrici sociosanitarie, Lidia Del Medico (avvocati Meucci e Di Salvio) e Liviana Pastorelli (avvocato Milani): l'imputazione è stata riqualificata in ingiurie e per effetto della depenalizzazione del reato è stata pronunciata una sentenza di assoluzione. Tra le contestazioni mosse nei confronti dell'imputata Pastorelli, una è stata derubricata in percosse: condanna a due mesi di reclusione, pena sospesa.
Le ultime sentenze del caso Rsa Narnali sono state lette a metà pomeriggio dal giudice Francesca Scarlatti e hanno esteso a tutti la richiesta di assoluzione che il pubblico ministero Egidio Celano aveva chiesto solo per l'infermiera Latessa e per la oss Khadija. Rigettate tutte le richieste delle parti civili (le famiglie degli anziani assistite dagli avvocati Rocca, Santini, Mandarano, Giordano, Biguzzi, Spini) a carico dei responsabili civili: Asl 4 (avvocati Tesi e Nesti) e cooperativa La Ginestra (avvocato Monticelli) e consorzio Astir (avvocato Giovannelli). Asl e La Ginestra erano nel processo anche come parti civili (la cooperativa assistita in questo caso dall'avvocato Badiani).
Le difese, con le loro arringhe, hanno smontato il quadro accusatorio messo insieme dalla procura attraverso le indagini affidate alla polizia che installò nella struttura diverse telecamere nascoste. Furono le segnalazioni di due tirocinanti in servizio alla Rsa a mettere in moto l'inchiesta. Gli avvocati hanno passato in rassegna ogni singola contestazione fornendo al giudice uno spaccato completamente diverso fatto di modi spicci e bruschi in certi casi da parte delle lavoratrici ma contestualizzato in un rapporto di familiarità e di confidenza. Respinta la ricostruzione investigativa di un clima di sopraffazione a danno degli anziani ricoverati e messe in discussione diverse testimonianze perché lacunose e non precise. In diversi passaggi le difese hanno sottolineato una organizzazione ed una gestione del lavoro che negli anni sarebbe degenerata fino a creare un clima di frustrazione tra i dipendenti. “Segnalazioni e lamentele più volte presentate ai vari livelli di responsabilità – il quadro difensivo – non sono mai state affrontate”. Quanto alle responsabilità, è stato evidenziato un altro elemento dalle difese: “E' mancato il controllo, è mancato il monitoraggio, un vero e proprio deficit organizzativo e per questo non si sarebbe dovuta legittimare la presenza della Asl 4 e della cooperativa La Ginestra tra le parti civili”.
nt







 
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Data della notizia:  07.05.2019 h 16:43

 
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