05.04.2020 h 11:54 commenti

Rsa Comeana, muro contro muro tra sindaco e Asl. Prestanti: "Trasferite i positivi o chiudo la struttura"

Botta e risposta tra il primo cittadino di Carmignano e l'azienda sanitaria che rivendica la correttezza del proprio operato e respinge la richiesta di spostare gli ospiti contagiati: "Stanno bene e sono seguiti dal personale medico"
Rsa Comeana, muro contro muro tra sindaco e Asl. Prestanti: "Trasferite i positivi o chiudo la struttura"
Si infiamma la polemica intorno al caso della Rsa di Comeana, diventato il principale focolaio del Covid-19 in provincia di Prato, con cinque decessi e decine di contagiati tra gli ospiti e personale. I sindaci di Carmignano e Poggio e Caiano da una parte e l'Asl dall'altra non risparmiano colpi, accusandosi a vicenda. Dopo l'appello congiunto di Edoardo Prestanti e Francesco Puggelli per spostare quanto prima gli ospiti risultati positivi al tampone (LEGGI), ieri il sindaco di Carmignano ha rincarato la dose: “La Asl deve trovare una soluzione immediata e trasferire subito i pazienti positivi al Covid-19 in una struttura adeguata - dice Edoardo Prestanti -. Altrimenti a breve sarò costretto a prendere un provvedimento urgente, seppur doloroso, e emanare un'ordinanza di chiusura della Rsa di Comeana”. 
“L'evoluzione della situazione, alla luce della positività al tampone di 15 operatori, e quindi più della metà del personale, sta rendendo la situazione all'interno della Rsa di Comeana sempre più ingestibile - ha aggiunto il sindaco -. Chiediamo perciò il trasferimento immediato dei pazienti positivi, o che vengano trovate delle soluzioni, concordate con la Asl e la struttura stessa, tali da garantire la sicurezza degli ospiti, del personale e della cittadinanza”.
LA VERSIONE DELL'ASL La replica dell'Asl Toscana centro non si è fatta attendere: "Abbiamo adottato fin da subito le dovute misure per gestire i casi di positività rilevati all’interno delle residenze sanitarie assistenziali - si legge in una nota -. Il primo intervento è stato effettuato presso la Rsa di Comeana, a seguito della conferma di un caso positivo. E’ stata pertanto adottata ogni misura adeguata, in accordo con le autorità locali e la Società della salute, compresa l’attivazione immediata della quarantena dell’intera struttura. E’ stato inoltre avviato un costante monitoraggio con il coordinatore dei medici di famiglia afferenti alla struttura, nonché un confronto quotidiano con la direzione della Rsa al fine di supportarla nella gestione delle proprie responsabilità".
L'Asl elenca poi tutte le azioni prese dopo la scoperta della positività di uno degli infermieri della struttura: "Sono stati posti in quarantena e sorveglianza attiva i 30 ospiti presenti nella struttura stessa in accordo le autorità locali e la Società della salute, su 15 di questi, che presentavano sintomatologia simil-influenzale, sono stati effettuati  tamponi per ricerca del Covid-19, che hanno riscontrato 8 positività su 15. Sono state inoltre prescritte quarantene agli 11 anziani afferenti al Centro diurno (sospeso dalla Società della Salute contestualmente all’esordio dei primi casi). Su alcuni anziani del Centro e i rispettivi familiari, divenuti sintomatici, è stato effettuato tampone.  Nei casi risultati positivi è stata prescritta la quarantena a tutti i contatti stretti identificati dall’inchiesta epidemiologica".
"Gli operatori della Rsa e il personale assistenziale asintomatico - continua la spiegazione dell'Asl - non sono stati sottoposti in quarantena, secondo quanto prevede la normativa, ma hanno adottato le dovute misure preventive, compreso l’isolamento verso le famiglie e altri contatti esterni. Gli operatori sintomatici sono stati posti in isolamento nel proprio domicilio con una sorveglianza attiva da parte del medico di famiglia e del Dipartimento di Prevenzione, tramite l’igiene pubblica territoriale".
La situazione, poi, è precipitata: "Nei giorni scorsi - prosegue la ricostruzione - sono stati inoltre effettuati ulteriori tamponi a tutti gli operatori e gli ospiti della struttura. Sono risultati positivi 15 ospiti, e 14 operatori, questi ultimi tutti asintomatici. Nella mattina di oggi (ieri 4 aprile, ndr) è intervenuta presso la struttura un’apposita équipe specialistica che ha constatato la prevalenza di soggetti in buone condizioni di salute. Soltanto due degli ospiti manifestano una lieve sintomatologia".
Da qui la dura replica ai sindaci: "L’Azienda precisa che questa Rsa, come tutte le altre, è stata fornita per tempo delle procedure di sicurezza da adottare rigorosamente per gli accessi alla struttura e per la protezione individuale nell'attività lavorativa dei loro operatori - afferma la nota ufficiale -. Il gestore della Rsa, ai sensi del contratto in essere, deve provvedere alla sostituzione del personale in malattia. Si valuterà pertanto il rispetto dei termini contrattuali. Sorprende inoltre molto la presa di posizione di alcuni sindaci della zona, a partire da quello di Carmignano, stante il continuo coinvolgimento sui passi assunti e sulle decisioni adottate. Si ribadisce infine che tutti gli ospiti della struttura che presentino malattia sono presi in carico dal servizio sanitario, con avvio di adeguata terapia medica presso la Rsa. Solo per tali soggetti ammalati, è previsto il trasferimento presso adeguata struttura sanitaria territoriale a carico della Asl Toscana Centro o il collocamento all'interno del presidio ospedaliero".
PRESTANTI CONTRATTACCA La replica dell'Asl, però, non viene accettata da Prestanti: “Mai siamo stati ascoltati. E purtroppo i fatti lo dimostrano - ribatte -. Trentacinque persone, tra operatori e ospiti, sono risultati positivi, e purtroppo cinque di questi ospiti ci hanno lasciato. Una situazione che ci addolora profondamente. Da quando è emerso il primo caso di positività all'interno della struttura di via Machiavelli, il 9 marzo scorso, abbiamo chiesto un intervento urgente per contenere la diffusione del virus all'interno e all'esterno della struttura", ha aggiunto il sindaco Prestanti, ribadendo che a più riprese era stato anche chiesto di eseguire tamponi a tutti gli operatori e ospiti della struttura. “Asl ci ha comunicato di non avere tamponi a disposizione e di non avere personale per farli - dice ancora il sindaco -. Fatto questo gravissimo. In assenza di misure appropriate sono stati messi a rischio operatori e ospiti, e si sono contagiati anche coloro che inizialmente erano risultati negativi. Nel frattempo altri ospiti si sono ammalati e si sono registrati cinque decessi all’interno della struttura. Soltanto il primo aprile, dopo numerose sollecitazioni da parte non solo della nostra amministrazione, ma anche degli altri sindaci della provincia e della direttrice della Rsa, nonché a seguito dell’ordinanza regionale del 29 marzo, sono stati fatti tamponi a tutti, che hanno messo in luce la positività di 29 persone, tra ospiti e operatori. Il non essere mai stati ascoltati, e lo dico con grande rammarico e profondo dolore, ha portato a questi risultati”.
 
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Data della notizia:  05.04.2020 h 11:54

 
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