12.02.2016 h 17:25 commenti

Rogo via Toscana, il procuratore capo: "La sicurezza dell'immobile è obbligo dei proprietari"

La sentenza ha dato ragione alla procura. "Inutile nascondersi - il commento del procuratore capo Nicolosi - questa via processuale ha un risvolto significativo e afferma un principio di diritto importante". La difesa: "Non si può allargare il campo della responsabilità in assenza di norme chiare e precise che diano un indirizzo a qualsiasi cittadino"
Rogo via Toscana, il procuratore capo: "La sicurezza dell'immobile è obbligo dei proprietari"
Tre ore di camera di consiglio. Tre ore che sono diventate un'eternità per tutti: accusa, difesa, parti civili, ma anche per chi il primo dicembre 2013 arrivò in via Toscana e recuperò i cadaveri degli operai e per chi, subito e poi nei giorni e nelle settimane successive indagò sulla tragedia e su tutto quello che c'era dietro. La procura al completo con il capo in prima fila si è presentata nell'aula Galli Alessandrini a significare che quella di oggi, venerdì 12 febbraio, non è una giornata qualsiasi. Che la sentenza del processo contro Massimo e Giacomo Pellegrini, accusati di aver partecipato a quel sistema di fare impresa illegale che è costato la vita a sette operai della confezione Teresa Moda, non è una sentenza qualsiasi. Il giudice Giulio Fanales si è presentato in aula a mezzogiorno e qualche minuto. Silenzio assoluto. Alla parola “colpevoli” si sono sciolte tutte le tensioni di un'attesa che non è stata solo quella delle tre ore della camera di consiglio, ma di sedici mesi di processo complicato che, inutile nasconderlo, ha tenuto con il fiato sospeso i proprietari immobiliari, grandi e piccoli non fa differenza. Perché il punto vero è uno solo: i proprietari immobiliari sono responsabili di quello che succede e di come succede dentro i loro capannoni affittati? Per i fatti di via Toscana “sì”. “La vicenda processuale – il commento del procuratore capo Giuseppe Nicolosi – attesta la responsabilità del proprietario che deve occupare di mettere in sicurezza i locali prima di affittarli. La sentenza, che va oltre le richieste formulate dal mio ufficio, afferma un principio di diritto importante: la responsabilità del proprietario nel caso in cui consenta che l'immobile destinato ad attività di lavoro sia affetto da carenze molto gravi come questo processo ha dimostrato”.
L'avvocato di Massimo Pellegrini, Alberto Rocca: “Il primo dovere dell'avvocato è attendere le motivazioni della sentenza e le vedremo. E' una sentenza che non ha precedenti e dunque ci è difficili immaginare fino in fondo il percorso. L'avvallo verso l'accusa c'è stato e quindi possiamo intuire che le motivazioni ripercorreranno i temi dell'accusa. Questa difesa continua ad essere convinta che non si può allargare il campo delle responsabilità in assenza di norme chiare e precise che diano un indirizzo a qualsiasi cittadino, perché se noi andiamo verso un indirizzo di ampliamento senza ancorarlo alla norma scritta e come tale chiara, precisa e comprensibile, andiamo verso una china assolutamente non condivisibile non solo per noi ma per tutti i cittadini”.
Non parla di vittoria l'avvocato Giuseppe Quartararo, parte civile Inail, l'unica a cui il giudice ha riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva: “E' semplicemente un riconoscimento dell'attività svolta dall'istituto che ha erogato prestazioni in favore di questi lavoratori. Il processo ha dimostrato una responsabilità acclarata dei proprietari dell'immobile”.
Tra le parti civili anche la Camera del Lavoro e la Filctem Cgil rappresentate dall'avvocato Alessandro Gattai: “E' una sentenza importante che accerta in modo chiaro la responsabilità dei proprietari dell'immobile che hanno partecipato alla realizzazione di quel modo di fare impresa malato che tutti conosciamo”. Ora si tratta di capire che ripercussioni questa sentenza avrà sul distretto, parallelo e non. “I proprietari – il commento di Gattai – hanno sempre avuto l'interesse a stare attenti e a fare le cose perbene, è naturale che quello che è emerso da questo procedimento non necessariamente si riflette in tutte le situazioni. Ogni fatto ha un suo percorso, non tutti i fatti sono uguali”.
Soddisfatto il capo della squadra mobile Francesco Nannucci: “In questa indagine ci abbiamo messo il cuore, una tragedia che ha fatto sette morti e la sentenza di oggi la accogliamo con grande favore”.
Dopo la sentenza, il sindaco Matteo Biffoni ha parlato di collaborazione: “Non commento le sentenze, ho sempre avuto grande rispetto per le decisioni dei giudici. Grande rispetto anche per i proprietari che affittano e che hanno la libertà costituzionalmente tutelata di fare quello che ritengono più giusto dei loro immobili, però attraverso la collaborazione si può fare un passo in avanti per dare protezione al nostro territorio, un passo in avanti indipendente da controlli e sanzioni”.
“Oggi la Prato della rendita, quella che ha lucrato per decenni sulla pelle dei più deboli e degli invisibili subisce un colpo significativo ma non decisivo – si legge in un comunicato a firma di Diego Blasi, Sel – sono infatti ancora troppe le situazioni simili a quelle della Teresa Moda dove gli operai vengono sfruttati. La speranza è che questa giornata possa rappresentare l'inizio di una lotta ancora più dura all'illegalità, senza distinzione di colore, demagogica e strumentalizzazioni”.
nt


 
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Data della notizia:  12.02.2016 h 17:25

 
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