12.02.2016 h 12:12 commenti

Rogo via Toscana, condannati i fratelli Pellegrini: 6 anni e sei mesi di reclusione

Il giudice Fanales li ha riconosciuti colpevoli per la morte dei sette operai cinesi della confezione Teresa Moda. La pena è superiore a quanto chiesto dall'accusa. Sentenza destinata a fare giurisprudenza, la prima del genere a Prato. "Prima di affittare, i proprietari devono rendere sicuri i capannoni"
Rogo via Toscana, condannati i fratelli Pellegrini: 6 anni e sei mesi di reclusione
Sei anni e sei mesi di reclusione a Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari, attraverso l'immobiliare Mgf, del capannone di via Toscana nel quale il primo dicembre 2013 divampò l'incendio che uccise sette operai della confezione Teresa Moda. Il giudice Giulio Fanales ha letto la sentenza qualche minuto dopo le 12 di oggi, venerdì 12 febbraio, in un'aula affollata dove però non si sono visti gli imputati. Una condanna più alta dei quattro anni e dieci mesi chiesti dal pubblico ministero Lorenzo Gestri. Giacomo e Massimo Pellegrini, difesi dagli avvocati Alberto Rocca, Michele Nigro, Valerio Valignani e Luca Bisori, sono stati condannati per due dei tre reati contestati dalla procura: incendio colposo e omicidio colposo plurimo in concorso; dichiarato il “non doversi procedere” per difetto di querela per l'accusa di lesioni colpose per l'unico operaio sopravvissuto alla tragedia. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza, la prima a Prato che stabilisce che il proprietario è responsabile delle condizioni di sicurezza del lavoro nel suo immobile. La tragedia del primo dicembre 2013 diventa lo spartiacque. Cambia tutto. Perché è vero che ogni processo è un caso a sé, ma è anche vero che oggi si è affermato un principio di diritto: la responsabilità del proprietario quando difetti e carenze del proprio capannone affittato si ripercuotono sulla sicurezza sul lavoro. Insomma, la proprietà deve rendere sicuro l'immobile prima di darlo in affitto. E l'immobile di via Toscana non lo era. L'incendio non ha lasciato scampo agli operai che dormivano nelle stanzette del soppalco abusivo, in una fabbrica piena di materiale tessile, con un portone chiuso, senza una via di fuga sicura. Senza, ha detto il processo, la minima possibilità di salvezza. Un capannone che il fuoco ha trasformato in un cimitero. Un passaggio della lunga requisitoria del pm, su questo punto, è stato chiarissimo: “Senza dormitorio non si muore e se si muore non ci sono imputati Giacomo e Massimo Pellegrini”.
Con la sentenza di oggi, tutti e cinque gli imputati per il rogo di via Toscana sono stati condannati. Prima dei fratelli Pellegrini, processati con rito immediato, è toccato ai gestori della Teresa Moda: le sorelle Lin You Lan (otto anni e otto mesi) e Lin Youli (sei anni e dieci mesi) e il marito di quest'ultima, Hu Xiaoping (sei anni e sei mesi). I tre cinesi, accusati di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche (capo di imputazione che ha assorbito quello di incendio colposo aggravato), omicidio colposo plurimo aggravato e sfruttamento della manodopera clandestina, avevano scelto il rito abbreviato.
A ventisei mesi dalla tragedia, la giustizia ha tagliato il traguardo del primo grado. Ci sarà un processo d'appello e non basterà. Intanto gli imputati e la società Mgf, responsabile civile assistito dall'avvocato Andrea Niccolai, dovranno affrontare i risarcimenti alle parti civili: il giudice li ha condannati a versare una provvisionale di mezzo milione all'Inail che ha chiesto quanto già versato e quanto resta da versare ai parenti delle vittime, in tutto un milione 700mila euro; per le altri parti civili – Comune di Prato, Cgil, Filctem Cgil, Cisl, Uil e dodici familiari degli operai deceduti – è stato stabilito che il danno dovrà essere liquidato in separata sede. Sul fronte delle spese legali, gli imputati dovranno sborsare 12mila euro per l'Inail, 3mila ciascuno per Comune, Cgil, Filctem Cgil, Cisl e Uil, 20mila in tutto per i familiari.
Il giudice ha anche ordinato la trasmissione degli atti alla procura per le valutazioni circa le dichiarazioni rilasciate nel corso del dibattimento da un testimone. 
nadia tarantino
 
 
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Data della notizia:  12.02.2016 h 12:12

 
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