30.10.2015 h 17:11 commenti

Rogo via Toscana, colpo di scena dal medico legale: "Le vittime morte nel giro di pochi minuti"

Ultima udienza del dibattimento del processo a carico dei proprietari del capannone che ospitava la confezione Teresa Moda. Il dottor Begliomini, testimone citato dalla difesa: "Monossido di carbonio e cianuro hanno la potenza di inibire in pochi secondi qualsiasi reazione e portano alla morte in pochi minuti". Il 23 novembre al via le discussioni con la requisitoria del pm Lorenzo Gestri
Rogo via Toscana, colpo di scena dal medico legale: "Le vittime morte nel giro di pochi minuti"
I sette operai della confezione Teresa Moda sono morti nel giro di pochissimi minuti e già dopo una manciata di secondi dalla propagazione delle fiamme avevano perso ogni capacità di reazione, e questo per colpa del monossido di carbonio e dell'acido cianidrico sprigionati dal deterioramento del materiale tessile. Lo ha detto oggi l'anatomopatologo Brunero Begliomini testimoniando all'ultima udienza del dibattimento del processo che si sta celebrando a Prato a carico dei fratelli Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari attraverso l'immobiliare Mgf del capannone di via Toscana distrutto dall'incendio divampato all'alba del primo dicembre 2013. Un ribaltone, almeno sulla carta, perché fino ad oggi il dibattimento ha affermato che gli operai sono morti principalmente a causa dell'impossibilità di mettersi in salvo dovuta alla distanza tra i dormitori sul soppalco e l'uscita sulla strada. Begliomini, testimone citato dalla difesa dei fratelli Pellegrini rappresentata dagli avvocati Rocca, Nigro, Bisori e Valignani, ha fatto riferimento agli accertamenti tossicologici sulle vittime: “Accertamenti – ha detto – che hanno evidenziato la presenza sia di monossido di carbonio che di acido cianidrico. Il primo è un gas particolarmente insidioso perché inodore, facilmente diffusibile, non associato ad un incremento significativo della temperatura e con un'altissima affinità con l'emoglobina grazie alla rapida sostituzione con l'ossigeno. L'acido cianidrico libera invece cianuro, altro gas tossico letale. I tempi di un danno irreversibile sono velocissimi: prima la perdita di coscienza, poi la morte”. A sostegno di questa tesi, Luigi Romano, ingegnere, consulente della difesa chiamato a testimoniare, ha mostrato in aula un video di tre minuti e mezzo per illustrare le diverse fasi di un incendio e le sue conseguenze quando a bruciare sono materiali tessili come quelli stoccati in quantità enormi nel capannone di via Toscana. Secondo un calcolo bastano 221 chili di materiale tessile per produrre monossido di carbonio in quantità tale da inibire qualsiasi reazione in 13 secondi. “Nel capannone di via Toscana ce n'erano più di 100mila chili” stando alla misurazione effettuata dall'ingegnere. Quanto alla presenza di acceleranti, Romano ha spiegato che l'alcol, pur non essendo stato rilevato, era sicuramente presente. Begliomini ha detto di più: “Gli esami tossicologici hanno rilevato tassi alcolemici apprezzabili nel sangue delle vittime, in alcuni casi sopra il limite tollerato per la guida”. Dallo stesso professionista è emerso un altro elemento: la rispondenza del capannone alle norme di legge come da collaudo statico dell'edificio rilasciato nel 1983 e come dalla sanatoria per le varianti in corso d'opera rilasciata nel 1986. Curioso il fatto che nel 1985 la ditta allora proprietaria del capannone chiese il nulla osta per poter svolgere la propria attività. Il parere dei vigili del fuoco arrivò dieci anni dopo: parere contrario per la mancanza di documenti relativi all'impianto antincendio. L'attività non fu però mai sospesa.  
nt
 
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Data della notizia:  30.10.2015 h 17:11

 
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