23.05.2019 h 23:52 commenti

Rogo Teresa Moda, la Cassazione assolve i proprietari dell’immobile

Annullata senza rinvio la sentenza di Appello che, pur scontando la pena di primo grado assolvendo i fratelli Pellegrini dall’accusa di incendio colposo, li aveva condannati a 4 anni per omicidio colposo plurimo. Il destino dei due immobiliaristi è stato ribaltato. Si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria per la morte di sette operai cinesi
Rogo Teresa Moda, la Cassazione assolve i proprietari dell’immobile
I fratelli Giacomo e Massimo Pellegrini, proprietari dell’immobile di via Toscana distrutto dall’incendio che il primo dicembre 2013 costò la vita ai sette operai cinesi della confezione Teresa Moda, non hanno alcuna responsabilità per quella tragedia. Oggi, giovedì 23 maggio, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di Appello che aveva condannato i fratelli Pellegrini, titolari dell’immobiliare Mgf, a quattro anni di reclusione per omicidio colposo plurimo. I giudici della Suprema Corte hanno fatto così calare definitivamente il sipario su una delle vicende giudiziarie pratesi più complesse degli ultimi anni. Il procuratore generale ha chiesto la conferma della condanna ma dopo una lunghissima camera di consiglio la Cassazione ha stabilito che i due immobiliaristi non hanno avuto alcun ruolo in quello che accade nel capannone affittato ai gestori della confezione, le sorelle Lin You Lan e Lin Youli. Le due sono state condannate in via definitiva a 8 anni e 6 mesi e 6 anni e 10 mesi (assolto in Appello il marito di una di loro). Le sorelle Lin oggi sono latitanti: rientrate in Cina dopo aver ottenuto la restituzione del passaporto, hanno fatto perdere le loro tracce. I Pellegrini erano stati condannati in primo grado a 6 anni e mezzo per omicidio colposo plurimo e incendio colposo; quest’ultimo capo di imputazione era stato cancellato con l’assoluzione dai giudici dell’Appello. Le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane e daranno una chiave di lettura opposta a quella della procura di Prato che in primo e secondo grado ha convinto i giudici della tesi accusatoria secondo la quale la responsabilità è anche del proprietario quando carenze e difetti dell’immobile affittato si ripercuotono sulla sicurezza sul lavoro. Il rogo scoppiò all’alba e non lasciò scampo ai sette operai che dormivano nelle stanzette ricavate sul soppalco abusivo che si affacciava sulla zona lavoro. Tra gli operai un solo sopravvissuto che, come i gestori, dormiva nei locali adibiti a ufficio e vicini al portone. La sentenza della Cassazione fa decadere le provvisionali riconosciute alle parti civili: i parenti delle vittime, Comune di Prato, Cisl, Cgil e Filctem Cgil, Inail. Massimo e Giacomo Pellegrini sono arrivati al terzo grado di giudizio con una nuova difesa, il legale Bruno Giosuè Naso, dopo aver lasciato la schiera di avvocati che li ha assistiti nei primi due gradi di giudizio.
 
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Data della notizia:  23.05.2019 h 23:52

 
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