16.12.2014 h 14:06 commenti

Rogo di via Toscana, la procura punta il sistema Prato e la relazione tra cinesi e italiani

L'inchiesta sul rogo della Teresa Moda avrebbe spinto la procura ad approfondire il rapporto tra imprenditori cinesi e professionisti italiani. Un rapporto più volte richiamato durante il processo ai confezionisti, nella requisitoria del pm Gestri e nell'arringa dell'avvocato Zanobini. Al momento non ci sono né conferme né smentite
Rogo di via Toscana, la procura punta il sistema Prato e la relazione tra cinesi e italiani
L'inchiesta sul rogo della Teresa Moda e il processo ai tre confezionisti ha alzato il velo sulla stretta relazione tra cinesi e italiani, e, meglio dire, tra imprenditori cinesi e professionisti italiani. Ed è rileggendo la vicenda nella sua complessità e puntando la lente di ingrandimento sul sistema – il “sistema Prato” – che ha consentito ai confezionisti cinesi di operare fuori da ogni norma e regola per molti anni, che la procura starebbe approfondendo il ruolo di chi ha “fatto in modo che questo potesse avvenire”. Solo ipotesi al momento e soprattutto la necessità di dare un filo consequenziale alle risultanze dell'inchiesta sull'incendio di via Toscana. La procura ha palesato l'interesse ad analizzare in modo più preciso e puntuale il meccanismo di connessione tra imprenditori e professionisti. E' stato lo stesso pm, nella requisitoria, a dire che “si guarderà a 360 gradi i risvolti della vicenda”. Questo lascia immaginare che sia in corso un'ulteriore acquisizione di elementi. Dalla procura non arrivano conferme, ma neppure arrivano smentite. Nella sua arringa, ieri, l'avvocato Gabriele Zanobini, difensore di Lin You Lan, la donna che si è assunta la responsabilità della gestione della ditta relegando a un ruolo del tutto marginale gli altri due imputati (la sorella Lin Youli e il cognato Hu Xiaoping), ha illustrato in modo chiaro il connubio. “I cinesi della Teresa Moda hanno vissuto in una comunità chiusa, non si sono mai integrati, hanno lavorato alla loro maniera e si fidavano, per quello che doveva essere il dato di loro conoscenza, di chi? di chi in Italia o è geometra, o è proprietario del capannone, o è commercialista, e di tutti quei professionisti ai quali loro si rivolgevano; mai nessuno, risulta, li ha messi sull'avviso che stavano conducendo un'attività in modo assolutamente irregolare”. Un elemento su cui il legale ha incentrato gran parte del suo intervento: “Mi si può dire che Lin You Lan ha dato un contributo al sistema Prato – ha aggiunto – ma qualcun altro a questo sistema ha dato un contributo essenziale”. Chiaro, chiarissimo il riferimento ai “colletti bianchi”. E più volte l'avvocato Zanobini ha ancorato questo tema ad alcuni passaggi della requisitoria del pubblico ministero Gestri. “Lui ha parlato di sistema Prato, di reticolo malato: vero, ma non ne fanno parte soltanto i cinesi e i miei assistiti, ne fanno parte altri e dalle carte questo risulta”. Il pm, parlando al giudice per oltre sei ore e terminando con la richiesta di 10 anni e 8 mesi per Lin You Lan e di 8 anni per gli altri due imputati, non aveva risparmiato critiche: “A mezzora appena dall'incendio, Lin You Lan chiama il commercialista. Che vuol dire? Vuol dire che siamo di fronte ad una persona perfettamente consapevole che bisogna mettere le carte a posto. E lo studio si è attivato in questo senso. Un atteggiamento scandaloso: si sta parlando di persone che con il loro operato consentono questo modo illegale di fare impresa. Prima ancora di sapere quanti morti, cominciano le telefonate e il giorno seguente anche i summit nelle stanze dei commercialisti per salvare il salvabile”. E l'inchiesta ha anche ricostruito i sopralluoghi compiuti negli anni nel capannone di via Toscana da tecnici che – per usare le parole dell'avvocato Zanobini – “hanno visto quello che c'era e desta incredulità che non lo abbiano segnalato”. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi gli Speciali:  Tragedia Macrolotto, i processi

Data della notizia:  16.12.2014 h 14:06

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Speciale