12.03.2015 h 17:14 commenti

Rogo di via Toscana, il sopravvissuto mette nei guai Massimo Pellegrini: "E' stato dentro il capannone"

Nuova udienza del processo con rito immediato a carico dei fratelli Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari del capannone che ospitava la confezione Teresa Moda. Sentito per 4 ore l'unico operaio sopravvissuto che ha riconosciuto in una foto l'uomo che andò a vedere le infiltrazioni d'acqua
Rogo di via Toscana, il sopravvissuto mette nei guai Massimo Pellegrini: "E' stato dentro il capannone"
“Quella mattina fui svegliato dal fuoco e dal fumo. Saranno state le 7, avevamo finito di lavorare da poche ore. C'erano fiamme ovunque, io e il mio compagno di stanza ci precipitammo al portone e uscimmo. Sentivo le urla delle persone, cercai aiuto, poi arrivarono i soccorsi e fui portato all'ospedale”. Al processo per il rogo di via Toscana, nel quale il primo dicembre 2013 morirono sette operai cinesi, è stato il giorno dell'unico lavoratore sopravvissuto, Chen Changzhong. Per quattro ore ha risposto alle domande del pubblico ministero Gestri, del collegio difensivo dei fratelli Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari dell'immobile che ospitava la confezione Teresa Moda, e del giudice Fanales. Con i polsi e le braccia segnati dalle cicatrici, ricordo indelebile di quel maledetto giorno, l'operaio – l'unico a non aver ricevuto un risarcimento danni dalla connazionale che gestiva la ditta – ha introdotto un elemento nuovo: il pm gli ha mostrato la foto di un italiano. “Lo conosce”? gli ha chiesto. “Sì, tra giugno e luglio del 2013 venne a vedere il capannone per via di alcune infiltrazioni d'acqua dal tetto”. Si è scoperto poi che la foto apparsa in aula è quella di Massimo Pellegrini che dunque, secondo il racconto dell'operaio sopravvissuto al rogo, nell'immobile di via Toscana ci sarebbe entrato e a conferma delle dichiarazioni del testimone c'è un carteggio dell'agosto 2013 tra Pellegrini e l'amministratore di condominio relativo a problemi di infiltrazioni. A collocare Massimo Pellegrini nel capannone ci aveva già pensato Lin You Lan, gestore della ditta già condannata con la sorella e il cognato nel processo parallelo che si è svolto con rito abbreviato. Gli avvocati della difesa hanno lavorato ai fianchi il testimone con l'obiettivo di smontarne la credibilità mettendo in fila una lunga serie di contestazioni per dimostrare la discrepanza tra quanto dichiarato oggi in aula e quanto, invece, dichiarato alla polizia giudiziaria nei giorni successivi all'incendio. L'operaio ha poi raccontato i suoi sette mesi alle dipendenze della Teresa Moda: “dalle 13 alle 15 ore al giorno per un compenso giornaliero che variava da 40-50 euro a 80 se c'era un lavoro particolarmente grosso da fare”. “Dormivo in una stanza al piano terra – ha detto – non una stanza in muratura ma in cartongesso". 
nt
 
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Data della notizia:  12.03.2015 h 17:14

 
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