22.07.2016 h 16:28 commenti

Rogo di via Toscana, condanne confermate per le sorelle Lin ma assolto il marito

I giudici della Corte d'appello hanno confermato le condanne inflitte dal tribuanle di Prato alle sorelle Lin You Lan e Lin Youli per la morte di sette operai nel rogo del capannone di via Toscana che ospitava la confezione Teresa Moda. Assolto Hu Xiaoping, marito di una delle due, condannato in primo grado a 6 anni e mezzo.
Rogo di via Toscana, condanne confermate per le sorelle Lin ma assolto il marito
Questa volta la giustizia ha fatto in fretta. A un anno e mezzo dalla sentenza di primo grado che ha condannato, con rito abbreviato, le sorelle Lin You Lan e Lin Youli rispettivamente a 8 anni e 8 mese e 6 anni e 10 mesi di reclusione per la morte di sette operai nel rogo della confezione Teresa Moda di via Toscana, la Corte d'appello di Firenze oggi, venerdì 22 luglio, ha confermato la decisione del tribunale di Prato. Assolto, invece, il marito di Lin Youli, Hu Xiaoping, condannato in primo grado a 6 anni e mezzo. La sentenza è stata letta poco dopo le 14.30. Omicidio colposo plurimo aggravato, omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, sfruttamento della manodopera clandestina le accuse nei confronti dei tre cinesi finiti sul banco degli imputati per l'incendio che il primo dicembre 2013 sorprese nel sonno sette lavoratori per i quali non ci fu via di scampo. Morirono nei loro letti, nel soppalco abusivo realizzato per dotare la confezione di un dormitorio. L'impianto accusatorio del sostituto procuratore Lorenzo Gestri ha retto: nessuno sconto per le due sorelle a carico delle quali i giudici d'appello hanno confermato per filo e per segno la sentenza di primo grado. Esce dal processo, invece, Hu Xiaoping al quale, evidentemente, è stata riconosciuta una capacità decisionale nulla rispetto alle dinamiche della gestione della Teresa Moda. Le motivazioni della sentenza, quando saranno rese note, daranno una lettura più chiara dell'assoluzione. Il procuratore generale Luciana Piras e le parti civili (Inail, Cgil, Cisl, Uil, Comune di Prato, familiari delle vittime e l'unico operaio superstite) avevano chiesto la conferma del giudizio di primo grado. Che è arrivata, ma solo per le sorelle difese dagli avvocati Zanobini e Geri che avevano ottenuto di inserire negli atti del processo d'appello la sentenza che ha condannato a sei anni e sei mesi i proprietari dell'immobile di via Toscana. Soddisfazione a Prato: “Il fatto che la pena non sia stata diminuita di un solo giorno – ha commentato il procuratore Giuseppe Nicolosi – significa che l'impianto accusatorio era ed è più che solido e che la ricostruzione giuridica è stata ritenuta ineccepibile. Quanto all'assoluzione, il procuratore generale farà le valutazioni del caso una volta che saranno disponibili le motivazioni. I miei uffici sono in prima linea nella battaglia contro l'illegalità economica che, nel caso di via Toscana, si è tradotta nel fatto gravissimo che conosciamo tutti”. Soddisfazione è stata espressa anche dall'avvocato Tiziano Veltri che ha assistito undici parenti di cinque vittime e l'operaio sopravvissuto.  
nt
 
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Data della notizia:  22.07.2016 h 16:28

 
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